Ramarri: rabbia ed euforia!
Rabbia ed euforia: è il mix servito il giorno dopo nei bar sport della città. Euforia per la qualità del gioco espresso da Pederzoli e compagni nei primi 45’ della gara con il Sudtirol (2-0 al riposo). Rabbia per la direzione del signor Pasciuta da Agrigento, ma anche per le ingenuità commesse dai ramarri soprattutto negli ultimi 10’. Leggerezze che hanno regalato il pareggio (2-2 il finale) agli increduli altoatesini. Non per nulla Giovanni Stroppa, tecnico dei biancorossi, ha ammesso: “Un pareggio che vale una vittoria. Siamo usciti dal Bottecchia con un punto importante dopo aver lottato contro un grande avversario”.
NECESSARIUM MALUM – A volte, parlando di arbitri vien voglia di parafrasare Aulo Gellio: “E’ un male, ma un male necessario”. In realtà l’autore latino del secondo secolo d.c. “punzecchiava” ironicamente la donna del suo tempo, non certo la giacchetta nera di turno. Precisiamo: non ci riferiamo agli arbitri che girano fra i dilettanti e soprattutto non ai ragazzini che fanno pratica nei tornei giovanili, ma a quei signori che sui rettangoli “pro” in un’ora e mezza esibiscono tutto il prepotente autoritarismo (non autorità, cosa ben diversa) che magari nelle altre 166 ore e mezza della settimana non riescono a esercitare. Non è la prima volta che il Pordenone viene penalizzato dai “signori in giallo”. Già la scorsa stagione alle indubbie colpe di giocatori, tecnici e società per determinare la retrocessione si erano aggiunte quelle di “certi” direttori. “Aiutino” che poi è costato a Lovisa mezzo milione per il ripescaggio. Dissipata la nube di rancore, resta la viva sensazione che questo Pordenone non abbia peso politico. Che in società non ci sia nessuno, al di là del presidente, che spesso viene imbavagliato, capace di battere i pugni sui tavoli del palazzo romano e di quello fiorentino.
DIFESA D’UFFICIO - E’ probilmente anche vero che se sul 2-0 Mandorlini avesse messo alle spalle di Miori l’invitante pallone servitogli da Pasa, il signor Pasciuta avrebbe avuto meno possibilità di determinare il risultato. Quindi, prima di recriminare verso il “necessarium malum”, i ramarri devono fare utile esercizio di autocritica.
EUROCAIO – Il brasiliano sbaglia i gol più facili e poi te ne fa uno da copertina continentale, in rovesciata spettacolare. “Sì, bel gol – ha annuito con soddisfazione Caio de Cenco - riguardando il filmato -. Oggi – sorride – non ho sbagliato io. Ora – invita – pensiamo alla prossima a Lumezzane e a non commettere più errori”.
