Rossitto: "Pordenone da podio"
Dopo il successo (2-1) della sua Feralpi al Tardini contro il Padova, valso l’aggancio al Pordenone e il momentaneo primato, Federico Maracchi, ricordando i trascorsi in riva al Noncello, ha detto:
“Anche il “mio” Pordenone della mezza stagione di Rossitto avrebbe potuto dire la sua se non avesse perso il maledetto playout”.
La dichiarazione del “mulo” ha ovviamente fatto piacere a Fabio Rossitto, ancora affettivamente legato agli uomini di quella stagione e al popolo neroverde.
Certo i numeri di quei meravigliosi 5 mesi darebbero ragione a Federico.
"Quello che ricordo più volentieri e mi tengo stretto nel cuore è il rapporto con i tifosi che si era creato nonostante lottassimo per la salvezza e non per la promozione. Sentire la “curva” prima ancora di uscire dal tunnel dava emozioni. In campo poi la gente vedeva i ragazzi dare l’anima in ogni sgroppata e in ogni entrata e si entusiasmava ancora di più. Il Pordenone di oggi – si veste da commentatore Fabio – è forse più controllato però tecnicamente è fortissimo e Bruno (Tedino, ndr) sa bene come metterlo in campo. Non mi ha sorpreso l’ottimo inizio. Mi meravigliano di più l’attuale primato della Sambenedettese e il secondo posto del Gubbio. La Feralpi ha buoni giocatori, a partire proprio da Maracchi e può restare fra le prime”.
Il Pordenone?
“E’ da podio – giudica Fabio -. Se la giocherà sino alla fine con Venezia e Parma perché io credo – profetizza il Crociato – che con il mercato invernale Perinetti (ds dei lagunari, ndr) e Galassi (ds dei ducali) avranno le risorse per sistemare tutto al meglio. Alla fine saranno loro a giocarsi la B con il Pordenone pronto a inserirsi come terzo litigante. Magari – sorride Fabio – poi varrà ancora il vecchio proverbio”.
La scorsa stagione Rossitto venne chiamato in corsa a Cremona. Pensierino a Parma o Padova che non vivono momenti brillantissimi?
“No, io – sottolinea con orgoglio e un po’ di amarezza – non sono legato a nessun carro. In Italia non mi ha chiamato nessuno. Al momento vado in giro a vedere partite. Ho avuto un paio di mezze proposte dalla Georgia e dalla Polonia, ma non sono pronto a fare il giramondo. Resto in Italia e, senza gufare perché non è nel mio stile – conclude Fabio, aspetto il mio turno”.
