Sacilese, Lombardi esonerato. Rigutto: "Senza di lui non saremmo ancora qui"
Non c'è una fine alla tragicommedia biancorossa. Stefano Lombardi è stato esonerato via telefono (comunicazione pervenuta al segretario Gigi Sandrin) mentre stava parlando sui gradoni del XXV Aprile, attorniato dai suoi ragazzi, durante la conferenza stampa voluta dallo stesso tecnico per spiegare il disagio in cui si trova da tempo la squadra. Al suo posto tornerà Silletti. La colpa di Lombardi è stata quella di raccontare come stanno i fatti. La maggior parte dei quali per altro già nota ai presenti. Conferenza stampa tenuta all'aperto perchè l'uso della sede era stato proibito sempre via telefono dai "romani", ancora lontani da Sacile, poco prima dell'incontro con gli operatori dell'informazione. Situazione veramente paradossale. Tommy Rigutto aveva appena ringraziato Lombardi per quello che aveva fatto per tutti i giocatori. "Se non ci fosse stato lui - aveva detto il capitano - non saremmo ancora qui. La nostra - aveva voluto precisare - non è una polemica. Chiediamo solo chiarezza. Sono tre settimane che la dirigenza non si fa vedere. Noi siamo stati a disposizione sette giorni su sette in tutto questo tempo in attesa di un segnale che non è arrivato. Qualcuno ci rimprovera affermando che avremmo potuto fermarci prima. E' facile dirlo, ma se lo avessimo fatto - scuote la testa Rigutto - avremmo dato ragione a chi voleva sin dall'inizio che questo succedesse. Invece noi siamo qui e vogliamo continuare a dare il massimo in campo, come abbiamo sempre fatto, anche se - conclude con amarezza il capitano - riceviamo insulti da chi non dovrebbe nemmeno presentarsi più al XXV Aprile". In queste condizioni la Sacilese (ultima con 9 punti) dovrebbe presentarsi questo pomeriggio al Rocco di Trieste, con il team manager Fabiano Andreola in panchina, per "ufficializzare" anche matematicamente una retrocessione in Eccellenza "decisa" almeno apparentemente già lo scorso luglio. Non si escludono in occasione della trasferta in casa della Triestina gesti eclatanti da parte dei giocatori stessi. Fosse presente Cicerone, antico concittadino dei nuovi proprietari, ripeterebbe con ogni probabilità la sua celebre esclamazione "o tempora, o mores" (che tempi, che costumi) pronunciata contro Gaio Verre.
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