Serie C: Pordenone primo, ma involuto
Primato ritrovato, pioggia e fango del derby non devono servire per mimetizzare l’involuzione dei neroverdi. Perché non c’è dubbio alcuno che il Pordenone delle ultime sei partite (dal match interno con il Gubbio) non è nemmeno lontano parente di quello che aveva strabiliato in Tim cup e cominciato alla grande il campionato. Resta da stabilire quale sia il vero volto del ramarro.
Quello che dopo la vittoria con il Teramo (4-2, quarta nei primi 5 turni) aveva fatto dire a Mauro Lovisa:
“Ho grande fiducia; abbiamo una rosa importante che ci può portare lontano”?
O quello dell’ultimo mese che procede al “ritmo” di nemmeno un punto a partita e soffre palesemente l’assenza dei suoi top player? Colucci, ricorrendo anche a un pizzico di sarcasmo, domenica si è assunto tutte le colpe del recente andamento lento. Non si è nascosto dietro le assenze pesanti di Berrettoni, Stefani e Gerardi e non si è lamentato per quelle probabili di Burrai (ammonito e in odor di squalifica) e Misuraca (acciaccato) a Reggio Emilia domani.
“Ci è stato detto che abbiamo una rosa di 24 titolari – ha affermato Leo – e quindi le assenze non sono un problema. Se al Mapei non saranno disponibili Burrai e Misuraca, scenderà in campo qualcun altro”.
Non solo la Reggiana.
I ramarri sono attesi da 45 giorni di fuoco. Mercoledì saranno al Mapei, domenica arriverà al Bottecchia il Padova. Il 19 novembre saranno costretti al primo riposo forzato avendo in calendario la trasferta in casa di un Modena già stato estromesso dal torneo. Poi avranno il Vicenza ancora al Bottecchia, andranno a far visita alla Sambenedettese, saranno costretti al secondo riposo forzato alla penultima e chiuderanno l’andata in casa del Renate. Un ultimo terzo di girone che ci dirà quale sia il vero volto del ramarro.
Poi, ammesso che diventi necessario, solo il mercato di riparazione dove sarà possibile trovare qualche altro titolare, potrà cambiare le carte in tavola.
