Serie D: Sacilese, Bottone si sfoga via e-mail
La passione che investe da piccolo guardando gli idoli in tv, la gioia dei primi calci nelle giovanili, l'emozione dell'esordio con i "grandi", la soddisfazione di un risultato conquistato con fatica, i titoli dei giornali, i cori dei supporters. Vivere "nel" calcio può essere elettrizzante. Vivere "di" calcio non sempre è un'esperienza esaltante. Ce lo racconta via e-mail Michael Bottone, classe '92, cresciuto nelle giovanili del Torino, passato a quelle del Como, per iniziare poi la trafila nei campionati regionali; promosso in Eccellenza con la Bogliese, cattura l'interesse del Borgomanero in serie D. Infine lo scorso dicembre viene proposto alla Sacilese. Michael lascia Biella, dove vive, per trasferirsi a Sacile e dopo una ventina di giorni in albergo si fa raggiungere in riva al Livenza da moglie e figlia. Questa è la storia della sua infelice esperienza. Altri hanno vissuto e vivono lo stesso disagio. Lui solo, per ora, ha voluto raccontarlo.
L'E-MAIL DI BOTTONE - "Sono arrivato a Sacile il 2 gennaio. Due giorni dopo ho firmato tesseramento e raggiunto un accordo economico sulla parola con assicurazione che in breve sarebbe stato formalizzato. Poi invece sono uscite le storie note: priorità di pagamento ai fornitori per non rischiare il fallimento, conti della società bloccati, pignoramenti. Cose che non c'entrano con la firma degli accordi economici che non sono mai stati depositati. Non solo: non è stato rispettato nemmeno l'accordo verbale e quindi non ho ricevuto nessun rimborso mensile. Due giorni prima di Pasqua, per l'ennesima volta gli attuali proprietari, dopo settimane di assenza, promisero di venire a Sacile per sistemare le cose e pagare i rimborsi dovuti. Invece niente. Ci hanno fatto recapitare tramite il segretario solo un piccolissimo acconto. Degli accordi da depositare non è stata fatta parola. Ho esposto alla società la mia difficile situazione con la famiglia che mi ha seguito a Sacile. Mi hanno promesso ancora che tutto sarebbe stato sistemato. Quindi sono tornato a Biella per una breve vacanza dai miei, in concomitanza con la sosta. Il 29 aprile, giorno del rientro, ho chiamamato la società per chiedere ancora garanzie senza le quali non avrei potuto affrontare il finale di stagione. La risposta è stato un sms con il quale mi è stato comunicato che per la società potevo starmene a casa. Questa è la mia situazione. Ho giocato per la Sacilese fidandomi della società tanto da portare con me anche la mia famiglia. Invece dopo 3 mesi l'accordo è ancora lì, sulla scrivania del segretario pronto e firmato da me. Inoltre non vedendo più l'amministratore delegato Andrea Giusti, non si sa chi possa firmare i nostri accordi. In tutto questo tempo ho percepito solo un piccolissimo acconto. Mi dispiace che finisca così. Voglio però ringraziare mister Stefano Lombardi, il preparatore atletico Michele Di Lorenzo, il fisioterapista Michele Caldarelli, sempre presenti sette giorni su sette sia per la prima squadra che per la juniores, che mi sono sempre stati vicino e fatto sentire a casa! A loro auguro il meglio".
