Serie D: Sacilese, scatta il piano B
A Sacile scatta il piano B. L'orizzonte si sposta nel tempo. La più che probabile retrocessione verrà assorbita senza drammi, con la fiera intenzione di risalire subito restando vigili per approfittare di eventuali situazioni utili per un ripescaggio. "Ce l'abbiamo messa tutta e continueremo a farlo - ha premesso Pino Ielo -, ma è inutile prendere in giro noi stessi e coloro che vogliono veramente bene alla Sacilese. La situazione trovata sul piano economico e sportivo è più pesante di quanto ci aspettassimo. Non siamo ancora riusciti a ottenere la documentazione richiesta alle gestioni precedenti. Dopo giugno scorso l'ammistrazione è stata, diciamo, - Ielo cerca con cura l'aggettivo - un po' allegra. Nonostante ciò abbiamo continuato a pagare tutte le spese correnti (utenze, vitto, alloggio, trasporto per la prima squadra e per vivaio). Dopo l'esodo estivo e autunnale - ha continuato il socio di riferimento dei romani - abbiamo pure cercato di rinforzare la squadra. Non è semplice far venire qui giocatori con la classifica che ci ritroviamo. Quindi abbiamo deciso di andare avanti con quelli che già sono in rosa. Ci rendiamo conto che l'organico a disposizione di Lombardi è inferiore per qualità ed esperienza agli altri. Abbiamo perciò deciso di dare piena fiducia al tecnico e ai ragazzi che stanno mettendo l'anima in questa impresa e che non meritano le critiche di qualche pseudo tifoso legato al passato. La gente dovrebbe prendersela non con loro, ma con chi ha "combinato" questa situazione e con chi ha lasciato che tutto accadesse". Ielo vara la nuova strategia. "Cureremo di più il settore giovanile - afferma -. Dalla scorsa stagione la società ha perso tanti tesserati (da 180 a 107, ndr) e ci sono ancora "avvoltoi" che girano sopra e intorno il XXV Aprile. E' ora che chi ha veramente a cuore le sorti della Sacilese venga a darci una mano. Compresa l'amministrazione che in certi ambienti e per certe situazioni ci lega alle gestioni precedenti. Noi non abbiamo niente a che fare nè con Presotto nè con Baù. Se non si capisce questo - conclude Ielo - potremmo consegnare le chiavi della società al sindaco e togliere il disturbo".
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