Serie D - Tamai, i saluti del capitano
Dieci stagioni a Tamai, 252 presenze, 32 gol: sono i numeri che Fabrizio Petris si lascia alle spalle, ma che non dimenticherà mai. Il capitano saluta il Borgo dei Miracoli e i suoi tifosi con resoconto e un’antologia di ricordi pubblicati sul sito www.poltamai.it. Difficile non emozionarsi.
LA STORIA – Classe ’86, centrocampista, Petris iniziò la sua storia con le furie nella stagione 2002-2003, quando venne chiamato in prima squadra direttamente dalla juniores da Graziano Morandin. Cinque stagioni in rosso, poi la parentesi in giro per il triveneto (Itala San Marco, Pordenone e Union Quinto) e il ritorno a casa nel 2012.
“Sì – annuisce Fabrizio -, ho fatto tutte le storiche gestioni tecniche, dall’esordio con Morandin, ai cinque anni di Tomei, poi mezza era Birtig e tutta l'ultima era di De Agostini".
Quasi improvvisa la decisione di lasciare il Borgo.
“Una scelta – racconta il capitano – in sintonia con la società. Un distacco non facile, né da parte mia, né da parte della società stessa. Ora voglio dedicare più tempo alla famiglia e al lavoro. Ha influito anche l’infortunio (frattura di tibia e perone, ndr). Non lascerò il calcio però; scenderò di categoria”.
Petris si volta indietro.
“Tanti i ricordi – si fa malinconico Fabrizio -: gli anni di Tomei, grandi campionati coronati dai playoff, quelli importanti con Birtig, gli ultimi che sono stati anche molto sofferti con la salvezza raggiunta in extremis. Per un paese piccolo come Tamai restare in Lega D è come aver vinto il campionato".
Fabrizio chiude con i ringraziamenti.
“Oltre ai tecnici e ai compagni – afferma il capitano – voglio ricordare i volontari che sacrificano il proprio tempo e le proprie energie per contribuire alla storia del Tamai. Un pensiero particolare per quelli che sono venuti a mancare. Un saluto infine a tutti i tifosi e simpatizzanti che alla domenica si fanno sentire e appoggiano la squadra".
Il capitano parla già da dirigente. Il suo non è un addio. E’ sicuramente un arrivederci.
