Tedino: "Impossibile giocare sul ghiaccio"
La geografia non è più una materia di insegnamento in tutte le scuole dell’obbligo e chi l’ha studiata, e ora compila i calendari, non sa o non ricorda dove sia Pordenone. E che clima ci possa essere a fine gennaio, nel tardo pomeriggio dopo il tramonto. Il campo ghiacciato è l’elemento fondamentale che ha condizionato la partita. “E’ una gara da non catalogare nemmeno” dichiara Bruno Tedino, nel post partita mentre si cerca di fare qualche analisi.
“Sui terreni ghiacciati non si può giocare a calcio e non lo dico perché abbiamo fatto 0-0” precisa l’allenatore del Pordenone. Come dargli torto, se il primo problema è reggersi in piedi, ancora prima di poter controllare il pallone.
“In queste condizioni – prosegue Tedino – dovevamo cercare di tenere maggiormente palla davanti, ma non ci siamo riusciti anche per gli spazi chiusi dagli avversari, oltre che per la difficile gestione della sfera su questo terreno. Partite così andrebbero sbloccate subito, le occasioni le abbiamo anche avute, ma non sfruttate. Col passare del tempo era sempre peggio, su un campo impraticabile”.
C’è stata anche una sorpresa Mantova?
“Gli avversari sono venuti al Bottecchia per fare la loro partita guardinga, noi non siamo riusciti nelle nostre solite manovre veloci, sterzanti, confrontandosi solo con la fisicità. Il Mantova è una squadra allenata, con una dozzina di giocatori di categoria. Sappiamo che ora loro sono un cliente difficile”.
Ha scelto un cambio a metà gara, insolito rispetto alle abitudini, dettato da tutto questo?
“Dovevamo cercare di giocare più di spada che di fioretto, cercando qualche pallone sporco in più là davanti, si è trattato di un cambio tattico dettato dalle condizioni della sfida. E’ importante imparare a fare anche questo, perché ci ritroveremo a dover forzare qualche gara per vincere. Questo alla fine è un punto guadagnato”.
