Tedino, tre lustri dopo: "Sono tornato perchè il Pordenone mi ha fatto sentire importante"
"Perchè sono tornato? Perchè qui ho vissuto a lungo e ho grandi ricordi. Soprattutto personali. Perchè il Pordenone mi ha fatto sentire importante e perchè la proposta di lavoro del presidente Lovisa mi ha entusiasmato". Queste le prime parole ufficiali di Bruno Tedino in veste da tecnico neroverde. Nessun accenno specifico alla precedente esperienza biennale sotto l'egida di Ettore Setten, lontana ormai tre lustri. Due stagioni con due squadroni e altrettante delusioni. "Importante è ricordare, ma più importante - diceva Rainer Maria Rilke, poeta austriaco di origine boema - è dimenticare". Per i giovani tifosi non è un problema. Quelli più datati cercheranno di adeguarsi. Tedino ha poi raccontato di essere stato in dubbio se continuare l'avventura alla guida della Nazionale Under 17 o accettare la proposta di Lovisa. "La Nazionale - ha detto Tedino che sino a lunedì (inizio ritiro di Arta Terme) guida l'allenamento del gruppo neroverde sul rettangolo di via Mamaluch, ospite dell' ASD SA Porcia Calcio grazie alla collaborazione di Giuseppe Palomba neo dirigente purliliese - mi ha dato gli strumenti per migliorare. E' un'esperienza che auguro a tutti i miei colleghi. Però mi mancava il lavoro quotidiano sul campo. Il dubbio è durato due giorni. Poi ho accettato praticamente a occhi chiusi l'invito di Lovisa che mi ha garantito la partecipazione al campionato di Lega Pro". Attualmente fra gli uomini a sua disposizione due soli i confermati della passata stagione: Careri (ancora alle prese con l'infortunio) e Buratto. Eppure ci sarebbero elementi (a partire dal capitano Denis Maccan per arrivare ad Andrea Migliorini) che meriterebbero una riconferma. "Credo - ha affermato al riguardo il tecnico - che il presidente sia stato chiaro sulla volontà di aprire un nuovo ciclo. In ogni caso i giocatori in rosa la passata stagione sono stati giudicati da chi li ha visti per un'intera stagione prima del mio arrivo".
