Zuzzi: "Vincere è possibile e io ci credo"
“Vincere è possibile e ci credo. E’ il divario di tre gol necessari che mi angustia. Certo che se almeno la squadra vincesse, ci darebbe morale in società per soffrire nella burocrazia calcistica e della giustizia non solo sportiva. In attesa del ripescaggio”. Giampaolo Zuzzi non avrebbe voglia di parlare pubblicamente del Pordenone. “Poveracci, lasciamoli in tranquillità” si lascia andare, riferito ai ragazzi che si stanno preparando. Solleticato e sollecitato, poi si esprime, non lesinando toni cupi e botte in risposta. “Mi ero illuso di vedere cose belle nel calcio, invece la Lega Pro ha presentato soprattutto brutte sorprese. Adesso – afferma il presidente onorario neroverde – anche la storia sulla Fifa. Siamo all’ultima spiaggia come calcio, che delusione”. Male a livello mondiale, invece a Pordenone? “Qua non capiamo più niente. Fino a ieri sembrava che a Monza non arrivasse l’acqua calda e vincessimo a tavolino. Adesso sono falliti, poi i soldi li mette il Comune. Rigiocheremo contro una società che sportivamente ci ha sempre battuti, ma tutto è possibile. Credo che possiamo vincere. Sui tre gol di scarto, se non ricordo male ne abbiamo segnati quattro a Salò, oltre che con l’Albinoleffe. Sono e resto ottimista: spero anche nel divario reti. Certo che in trasferta non abbiamo fatto niente di buono”. Dopo gara – uno era molto deluso. “Chiaro, con tutto quello che abbiamo profuso. Ho detto anche i nomi, non mi nascondo di certo. Adesso leggo, invece, che bisognerebbe difendere i giocatori perché hanno dato il cuore. Qualcuno è venuto a fare il turista. Non ne faccio una colpa a Lovisa se non abbiamo fatto Tac o risonanza per capire come stava. Mi spiace, con il senno di poi, che tutti sapessero”. Il riferimento è a Bjelanovic? “Sì, arrivato a dicembre, a gennaio che era fermo ci ho parlato insieme. Mi disse, testuali parole “sarò senza altro determinante nelle partite che contano” (lo ricorda ridendo, ndr). Se uno non si sente bene dovrebbe dirlo al mister e non entrare in campo”. Intanto lo danno in formazione pure a Monza. “Sabato io non ci sarò, perché vado via con mia moglie. Sono venti anni che gli rubo le domeniche, l'avevo già programmato, se non parto mi spara”. Anche il presidente Lovisa non è certo che vi sarà, mentre sono dati per presenti Maccan e Orenti. Quanto a partire, Lovisa ha detto che in serie D non rimarrebbe. Lei? “Neanche io ci resto. Le intenzioni sono quelle, dopo tutti i sacrifici. Senz’altro faremo domanda di ripescaggio, se no è una debacle. Vanno a casa tutti, abbiamo messo su un “andarabam” prendendoci impegni prima morali e poi materiali. Vien da piangere a tornare in serie D. Che poi Mauro vada a Trieste è una stupidata. Sogni nel cassetto ne ha tanti, ha tanto entusiasmo, spero si ricominci insieme dalla C. Rimanessimo lì, non sarebbe da stravolgere la squadra, a parte l’attacco”.
