Fiamme Cremisi, Intervista esclusiva a Fulvio Cantarutti - Extrememan 2014 - PARTE 3

13.03.2016 20:00 di Daniela Acciardi   Vedi letture
La premiazione
La premiazione

Fulvio Cantarutti, appena rientrato dalla Balaton Supermarathon, ebbro di tanta intensa emotività, deve ricominciare ad organizzare una nuova squadra per partecipare all’eXtremeMan Nagytad di luglio 2014, onorando così la promessa fatta al sindaco di Nagyatad e a Gyula Herr.

Fulvio, non ci si può improvvisare IronMan, come hai fatto a creare una squadra per partecipare all’eXtremeMan Nagytad?

Se la Balaton SuperMarathon era stata una sfida, l’Extreme Man, che prevede 3.8km di nuoto nel lago di Gyekenyes; 180km con la bici da corsa dal lago a Nagyatad e una maratona di 42km che si sviluppa per 8 giri da 5km circa dentro il perimetro della città, lo era ancora di più. L’esperienza meravigliosa in Ungheria ha aumentato l’interesse degli atleti cremisini, coinvolgendo anche il gruppo del Triathlon SanVito, di cui faccio parte. Fra gli atleti di Triathlon c’è Pio Moro, che aveva già concluso gare di IronMan più volte. Pratica anche Sci alpinismo e Winter Triathlon, e quest'anno è Campione Italiano 2015 di categoria di Cross Triathlon (nuoto, MTB, corsa campestre). Fu lui il primo a confermarmi la sua partecipazione e trascinò con sé il suo grande amico, anche lui IronMan, Gilles Peyroche. Si unirono inoltre Lorenzo Cicuto, Francesco Berti e Simone Ius.

Quante squadre eravate?

Pio Moro e Gilles Peyroche parteciperanno da soli. Poi c’era SanVitoNagyatad ONEONE, formata da Francesco Berti e Simone Ius che completeranno un half Ironman.  Infine SanVitoNagyatad 3: Lorenzo Cicuto al nuoto, Tamás Wittmann alla bicicletta ed io alla maratona. Ho presentato la trasferta in municipio all'Assessore allo Sport De Mattio e al direttore tecnico della Polisportiva nuoto Riccardo Avon e siamo partiti.

Quando siete arrivati a Nagyatad?

Questa volta abbiamo viaggiato con il bellissimo furgone dei bikers Team Friuli di Garlatti Bike, sponsor del Triathlon SanVito, che ci ha fatto arrivare giovedì 24 luglio a Nagyatad, dove intanto stavano preparando la celebrazione della 25° edizione. Una festa nella festa!

Come vi hanno accolto?

È stata subito un’accoglienza fraterna con il Presidente Gyula e Tamas che aveva già corso la Balaton Supermarathon con noi. Ritrovo Miklos, atleta settantenne nostro compagno alla Balaton Supermatrathon, e Attila Peter, speaker ufficiale di entrambe le gare: magia pura e adrenalina a mille! Abbiamo incontrato ancora Tunde, che, già con noi alla Balaton Supermarathon, avrebbe partecipato alla gara in staffetta con un suo amico. Infine abbiamo conosciuto Ingrid Farkas, una bambolina dai muscoli imbottiti che riuscirà a terminare l'IronMan da sola! Non c’è stato molto tempo per convenevoli, perché dovevamo  pianificare una gara complessa con i nostri cugini ungheresi : dove avvenivano i cambi bike e della corsa, nonché l'allestimento delle zone cambio, indispensabili in qualsiasi gara di Triathlon. La sera finalmente abbiamo avuto un bellissimo momento conviviale alla trattoria Il Gallo d'oro.

C’è stata una grande organizzazione?

Abbiamo dedicato tutto il venerdì all’organizzazione. Eravamo alloggiati a Kaszo, in un bellissimo resort di caccia. La mattina alcuni di noi sono andati al lago di Gyekenyes, vicino al confine croato, dove si sarebbe svolta la gara di nuoto. Io mi sono allenato per la maratona e il pomeriggio gli altri hanno provato il percorso bike. Nell’atmosfera unica del pregara, abbiamo avuto anche il tempo di visitare le famose acque termali e la maestosa piscina.

Alla fine la gara è arrivata…

Era un sabato il 26 luglio 2014: una data che non dimenticherò mai. È notte quando ci alziamo e, subito dopo una colazione frugale con panini freddi, gli IronMan partono. È prestissimo, appena dopo le 7.00. I nostri IronMan viaggiano bene; Pio conclude la maratona zoppicando e Gilles avrà crisi di vomito nella corsa, ma porterà comunque a termine la gara. Dopo il nuoto degli Ironman, è partita la staffetta con Simone nel nuoto per ONEONE e Lorenzo per noialtri. Ho iniziato la maratona alle 16.00; è stato devastante, con una temperatura di 28°. Il sostegno è stato fondamentale. Maria, il nostro angelo interprete, ci scriveva cartelli di incoraggiamento “Forza Italya! Manca poco! Sei forte Fulvio!” e sua figlia Berta ci riforniva di acqua e integratori. All’arrivo il Sindaco attende tutti gli atleti all'arrivo. Al mio mi abbraccerà, ed il pensiero ancora mi commuove.

Siete riusciti ad ottenere anche risultati sportivi?

Già terminare la gara è stata una grande vittoria, ma ci siamo presi anche le nostre soddisfazioni. I tempi delle nostre gare sono molto buoni: Peter riesce ad arrivare fra le primissime posizioni. SanVitoNagyatad ONEONE è più avanti con 10h 42' di gara e poi noi di SanVitoNagyatad 3 siamo a 12h 10' Pio Moro è strepitoso, unico, zoppicando, guadagna il terzo della sua categoria con 11h29', ma non sarà premiato perché straniero, infine arriva Gilles che ha pagato cara la corsa con vomito è 12h 17' solo un po’ dopo la nostra staffetta.

La gara è finita…

Quella fu una serata carica di stanchezza e magia. La cerimonia di premiazione è stata un evento maestoso: tutti gli IronMan in bianco sul parterre numerato dai diplomi e noi staffette con la polo rossa ritirata la sera sulle gradinate. Il Sindaco prepara una lettera colma di orgoglio da consegnare al nostro Sindaco Di Bisceglie. Tornati a casa, ancora una volta ubriachi di tanta umanità ed intensità sportiva, il Sindaco ci riceve. Può però solo intuire l'immensa prova affrontata dagli atleti, e quanto sacrificio costa loro allenarsi, patire, sudare, per essere premiati. Quanto vale quel solo momento di felicità! Anche l'assessore De Mattio è estasiato e nel 2015 sarà ancora con noi. Io non toglierò il mio wristband, il bracciale degli atleti, finché non sarà lacero. Lev Nikolaevic Tolstoj ha saputo descrivere il nostro stato d’animo: “Volevo il movimento, non un’esistenza quieta. Volevo l’emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa del mio amore. Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza che non trovava sfogo in una vita tranquilla”.

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