Pordenone Cacio, Tedino: "Io ci credo ancora!"
“La colpa è soprattutto mia!”.
Tedino non si tira in parte dopo la sconfitta del Pordenone a Como. Anzi, si mette per primo sul banco degli imputati per non essere riuscito a trasmettere ai giocatori le sue indicazioni su come affrontare i lariani sin dal fischio d’inizio.
“Dovevamo cominciare subito – spiega – come abbiamo poi iniziato e continuato a giocare il secondo tempo”. Anche a Bruno però riesce difficile coprite totalmente gli errori dei singoli. “Dobbiamo – afferma infatti - assolutamente migliorare ed essere più attenti e determinanti nelle due aree di rigore”.
Affermazione che tradotta significa sbagliare di meno nell’ultima fase difensiva ed evitare di mangiarsi le occasioni più ghiotte costruite in area avversaria. Non c’è tempo per leccarsi le ferite. I ramarri sono già al lavoro per preparare la partita di lunedì con la Cremonese, gara da vincere assolutamente per mantenere viva la speranza di cambiare quella che sembra purtroppo una storia ormai già scritta.
“Io credo ancora e sempre nella possibilità di mantenere la categoria – ha ribadito Tedino – e i ragazzi devono seguirmi animati dallo stesso mio entusiasmo”.
Rompere il lungo digiuno di vittorie non sarà semplice contro la formazione di Fabio Pecchia che, reduce dal pareggio con il Pisa (1-1), divide con il Lecce il quinto gradino della graduatoria in zona playoff. Per risalire bisogna sfruttare al massimo gli impegni in casa anche se definire “casa” il Teghil di Lignano viene ancora considerato piuttosto improprio dal popolo neroverde.
