Nuovo Stadio Comunale, la Giunta avvia il percorso: la Comina individuata come area preferenziale
È stato presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa nella Sala Giunta del Municipio, il progetto per il nuovo Stadio Comunale di Pordenone, un'infrastruttura moderna, sostenibile e polifunzionale pensata per lo sport, ma anche per ospitare concerti, spettacoli e grandi eventi. A illustrare il percorso e i principali contenuti dello studio sono stati il Sindaco Alessandro Basso e l'Assessore allo Sport Elena Ceolin, alla presenza della Giunta comunale, dell'onorevole Emanuele Loperfido e dell'architetto Rinaldi, che ha seguito il percorso insieme alla struttura comunale e ai professionisti incaricati della redazione dello studio. La presentazione fa seguito alla decisione della Giunta comunale che, su proposta dell'Assessore Ceolin, ha definito gli indirizzi relativi al Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP), primo strumento attraverso il quale valutare concretamente la possibile realizzazione della nuova struttura. Lo studio individua nell'area della Comina la soluzione preferenziale, aprendo ora una fase di ulteriori approfondimenti progettuali, tecnici ed economico-finanziari.
«Quello di oggi è un piccolo sogno che parte, ma siamo soltanto all'inizio di un percorso lungo e complesso — commenta il Sindaco Alessandro Basso — Il finanziamento ottenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia ci ha consentito di realizzare uno studio che mette finalmente a disposizione dell'Amministrazione elementi oggettivi sui quali iniziare a ragionare. L'individuazione della Comina non nasce da una scelta preventiva, ma è il risultato di un'analisi indipendente che ha preso in considerazione la città nel suo complesso, valutando aspetti urbanistici, ambientali e viabilistici, i collegamenti e la possibilità di realizzare parcheggi adeguati. Abbiamo quindi una base concreta dalla quale partire per immaginare una struttura che possa guardare al futuro del calcio cittadino e del rugby, ma anche alla musica, allo spettacolo e ai grandi eventi. Pordenone ha dimostrato di essere una città attrattiva, facilmente raggiungibile e capace di accogliere appuntamenti importanti: ora inizia un percorso nel quale dovremo comprendere quali scenari progettuali, economici e finanziari siano realmente sostenibili, coinvolgendo partner istituzionali e valutando anche il possibile contributo dei privati».
Lo studio, realizzato grazie al finanziamento regionale nell'ambito di un percorso improntato alla sostenibilità ambientale, ha analizzato sette possibili aree del territorio comunale, approfondendo le tre ritenute maggiormente idonee sotto il profilo urbanistico, infrastrutturale, ambientale e della mobilità. Una valutazione multicriterio basata su aspetti tecnici, economici, ambientali e territoriali ha individuato come soluzione preferenziale l'area della Comina, nel settore nord-occidentale della città, compresa tra via Barcis, la Strada Regionale 251 e la Strada Provinciale 7 di Aviano. L'ipotesi delineata è quella di un impianto destinato principalmente al calcio e al rugby, ma capace di ospitare anche concerti, spettacoli, manifestazioni culturali ed eventi di interesse pubblico. Centrale è il principio della modularità, che consentirebbe alla struttura di crescere progressivamente nel tempo in relazione alle esigenze della città e delle società sportive. Lo studio prende in considerazione tre scenari di riferimento da 1.500, 5.000 e 12.000 spettatori, esclusi gli eventuali posti in piedi e con configurazioni differenti a seconda della tipologia di utilizzo, valutando anche la possibilità di raggiungere in futuro gli standard richiesti dalle categorie calcistiche superiori.
«Oggi non presentiamo un progetto definitivo e non stiamo decidendo di costruire uno stadio: presentiamo uno strumento che consente alla politica e all'Amministrazione di valutare scenari differenti e compiere scelte consapevoli per il futuro della città — sottolinea l'Assessore allo Sport Elena Ceolin —. Il lavoro svolto ci consegna uno studio serio e approfondito dal quale partire. Negli ultimi anni Pordenone è cresciuta ed è entrata con autorevolezza tra le realtà protagoniste del Triveneto, come dimostrano gli eventi che ospitiamo, il percorso verso Capitale italiana della Cultura 2027 e la capacità di attrarre manifestazioni sportive, culturali e aggregative sempre più importanti. Pensare a una struttura di questo tipo significa guardare oltre il calcio e il rugby e immaginare la possibilità di ospitare grandi eventi sportivi, anche internazionali, concerti e manifestazioni, con ricadute positive sull'intero territorio. La strada è ancora lunga e dovremo valutare con attenzione tempi, sostenibilità economica e possibili forme di collaborazione tra pubblico e privato, perché un'opera di queste dimensioni non può gravare interamente sulle risorse pubbliche. Le grandi opere si costruiscono un passo alla volta: guardiamo quindi a questo percorso con serietà e realismo, ma anche con l'ambizione che Pordenone merita. Progettare il futuro significa avere il coraggio di immaginarlo e la responsabilità di costruirlo».
La futura struttura dovrà inoltre rispondere a criteri di sostenibilità ambientale ed energetica, accessibilità, sicurezza e facilità di manutenzione, con la possibilità di procedere attraverso lotti funzionali. La sua vocazione polifunzionale permetterebbe di ampliare l'offerta cittadina e di intercettare un bacino che comprende non soltanto il Friuli Venezia Giulia, ma anche il vicino Veneto, con possibili ricadute sul turismo, sulle strutture ricettive, sulla ristorazione, sulle attività commerciali, sulle eccellenze enogastronomiche e sui luoghi della cultura.
Il DOCFAP rappresenta dunque l'avvio di un percorso e non la definizione di un progetto definitivo. Le prossime fasi saranno dedicate agli approfondimenti tecnici, urbanistici, ambientali ed economico-finanziari necessari a definire le caratteristiche dell'impianto, il quadro economico dell'opera, le modalità di realizzazione e i possibili strumenti di finanziamento. A partire da settembre lo studio sarà inoltre presentato nel dettaglio, approfondendo gli elementi tecnici che hanno condotto all'individuazione della Comina e le diverse alternative analizzate.
