Pordenone Calcio, “El mulo” Maracchi: "Lovisa e soci hanno lavorato bene"

15.06.2020 09:13 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Dario Perosa - Gazzettino di Pordenone
Pordenone Calcio, “El mulo” Maracchi: "Lovisa e soci hanno lavorato bene"

“Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto”. Si potrebbe ribaltare così il popolare proverbio nato da una novella di Francis Bacon per raccontare la curiosa vicenda del ricongiungimento a Trieste del Pordenone con uno degli ex ramarri più amati dal popolo neroverde: Federico Maracchi. Fede ha vestito la casacca neroverde per una sola stagione (2014-15, 30 presenze e 5 gol), ma ha lasciato una traccia profonda nei cuori dei supporters naoniani. 

Per chi era al Bottecchia il pomeriggio del 10 maggio 2015 è praticamente impossibile dimenticare il gol che Federico segnò all’Albinoleffe che permise al Pordenone di battere i seriani, scavalcarli in classifica e guadagnarsi l’accesso ai playout. Il boato dei duemila 300 tifosi neroverdi presenti alla sfida si udì sino in piazzetta Cavour. Le strade del centrocampista triestino e del club di Lovisa a fine stagione si separarono. Maracchi, classe 1988, passò alla Feralpisalò, poi al Trapani e al Novara e finalmente nell’estate del 2018 nuovamente all’Unione con la quale aveva esordito giovanissimo in serie B (una sola presenza) nella stagione 2007-08. Durante ogni sessione di calciomercato però in tutti i suoi fan si riaccendeva la speranza di vederlo ritornare in riva al Noncello. Cosa mai successa. Ora quindi, visto che Maracchi non è tornato a Pordenone, paradossalmente è il Pordenone che va da lui a Trieste. 

Sabato i ramarri esordiranno nella loro nuova “casa”, il Rocco, nel match della ventinovesima giornata del torneo di serie B, contro il Venezia (inizio alle 20.30). Gli spalti saranno vuoti per decreto del presidente del consiglio dei ministri. Federico quindi, pur essendo libero perché la Triestina inizierà il suo percorso nei playoff di serie C a luglio (i rossoalabardati sono già promossi al secondo turno per il forfeit del Piacenza) non potrà essere presente. Forse non lo sarebbe stato comunque per rispetto verso i tifosi dell’Unione che non hanno ancora accettato l’idea della coabitazione al Rocco fra Unione e Pordenone. “Non fatemi parlare di questo argomento – blocca subito Fede e si capisce tutto il suo disagio interiore -. Io sono felice che il Pordenone stia facendo un buon campionato di serie B. Lovisa e soci hanno lavorato bene. Hanno confermato il gruppo vincente della passata stagione e lo hanno rinforzato con elementi giusti. Ora però – ricorda Maracchi -, pur ricordando con piacere i trascorsi neroverdi, vesto con orgoglio la casacca rossoalabardata e comprendo la posizione dei nostri tifosi che vedono il Rocco come il tempio dell’Unione e non gradiscono condividerlo con chi non professa la loro stessa fede. E’ un argomento delicato – sentenzia Fede - che compete solo alle stanze dei bottoni delle due società”.

Il Pordenone in lotta per la promozione in A e la Triestina per il ritorno in serie B (dalla quale manca dal 2011) confermano la crescita del ‘Friuli Venezia Giulia nella scala di valori del calcio nazionale. “Entrambi – confida Maracchi – abbiamo le possibilità di concludere la stagione in modo positivo. Molto dipenderà da noi, ma molto anche dalle condizioni in cui si presenteranno alla ripresa le formazioni avversarie. Saranno due campionati nuovi e i valori – conclude Maracchi – potrebbero essere stravolti”.