Pordenone Calcio: i prossimi passi
Nello spogliatoio del Moccagatta sabato sera probabilmente si respirava aria simile a quella inalata al Brianteo nel maggio del 2015 quando i ramarri allora guidati da Fabio Rossitto persero (3-6) gara due dei playout di Lega Pro e furono retrocessi in serie D. La sconfitta (0-2) in casa dell’Alessandria non certifica ancora matematicamente la retrocessione del Pordenone questa volta dalla serie B alla serie C, ma il pesante ritardo dalla zona playout non consente di lasciarsi cullare da inopportune illusioni. Nell’estate del 2015 Mauro Lovisa e soci posero rimedio agli errori commessi dal loro staff mettendo mano al portafoglio e riuscendo a far ripescare i neroverdi in Lega Pro. Difficile che quest’anno si ripresenti una simile opportunità se, come appare più che probabile, arriverà la retrocessione. Ci sperano i tifosi più innamorati dei ramarri confidando in aperture derivanti dalle difficoltà in cui si trovano Parma e Pisa, deferite che potrebbero essere escluse dal campionato di serie B in conformità ai comma 1 e 2 dell’articolo 31 del Codice di Giustizia Sportiva della Figc che puniscono le società le quali “mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, ovvero mediante qualsiasi altra attività illecita o elusiva, tentano di ottenere od ottengano l’iscrizione a una competizione cui non avrebbero potuto essere ammesse sulla base delle disposizioni vigenti”. Sono ben undici le società che sono state deferite. Oltre a Parma e Pisa in serie B sono state deferite anche Juventus, Napoli, Sampdoria, Genoa ed Empoli in serie A e Pro Vercelli, Novara e Pescara e Chievo Verona in serie C. Se dovessero risultare colpevoli il sistema calcio italiano sarebbe veramente rivoluzionato. E’ triste però dover sperare in un simile terremoto per conservare il posto in cadetteria. Sabato sono state tappate le bocche di tutti coloro che hanno partecipato alla trasferta in Piemonte e questo fa ulteriormente capire quale sia il clima attuale in casa neroverde. Ha parlato solo Mauro Lovisa che non ha certo avuto parole morbide nei confronti di coloro che sono scesi in campo e di chi li ha preparati per quello che abbastanza ottimisticamente veniva considerato il primo di cinque spareggi per l’accesso in zona playout.
“In questa stagione – ha sibilato da casa re Mauro non presente al Moccagatta – abbiamo sempre fallito gli appuntamenti decisivi. Per la sfida con l’Alessandria ci siamo preparati male e abbiamo giocato peggio”.
Impossibile non leggere nelle sue parole una forte critica non solo nei confronti dei giocatori, ma anche di Bruno Tedino che proprio lui ha chiamato al capezzale del suo ramarro disconoscendo le scelte fatte da altri in precedenza che avevano portato sulla panca neroverde prima Paci e poi Rastelli. Bisogna considerare che la gara con l’Alessandria è stata preparata confidando di poter utilizzare autentiche bandiere neroverdi e giocatori cresciuti in maniera importante sotto la guida di Tedino colpiti dall'influenza, in particolare l’azzurrino Cambiaghi che, aggregato alla comitiva, ha dovuto dare forfeit nelle ore immediatamente precedenti la partita.
“Sono deluso in particolare – ha detto re Mauro - da coloro che sino ad ora erano stati impiegati poco e avevano l’occasione di dimostrare quanto valgono”.
Fallimento che potrebbe far capire quale sia l’effettivo valore della rosa neroverde messo a disposizione dei tecnici per affrontare un campionato difficile e impegnativo come quello di serie B, cosa per altro sottolineata spesso sui social dei tifosi naoniani. Non ci sarebbe nulla di sorprendente se ancora una volta il dito venisse puntato sui meno colpevoli di questa di questa imbarazzante situazione.
