Pordenone Calcio: il punto della situazione
Continuano a crescere in città le domande sul futuro del Pordenone Calcio. Certo non è una bella situazione quella in cui versa la società neroverde, che dopo aver disputato un ottimo campionato di serie C, concludendo la stagione al 2° posto e dopo aver vissuto un decennio di successi sportivi che hanno portato il club al punto più alto della centenaria storia sportiva, dovrà giocare la partita più importante fuori dal rettangolo verde. Saranno molte le questioni burocratiche da affrontare, ma una cosa è certa: il Pordenone vuole continuare la sua storia sportiva. Anche accettando la ripartenza dalla Serie D o dall’Eccellenza. Il popolo neroverde si augura ovviamente che sia la serie D. Se così fosse la società dovrebbe presentare la richiesta corredata dalla documentazione richiesta nel periodo dal 10 al 14 luglio. Cosa che non appare semplicissima. Il presidente Lovisa, le sta provando davvero tutte: non ci sta a far fallire il club di cui è al comando da 16 anni. Per affrontare tale situazione debitoria per scongiurare il rischio di fallimento è stata scelta la strada delle procedure di regolazione della crisi d’impresa e dell’insolvenza presentando al giudice un piano di rientro elaborato dagli avvocati Malattia e Casucci. Dopo le valutazioni del Tribunale è stato concesso un termine di 60 giorni ai fini del deposito, a cura della società debitrice, della proposta di concordato preventivo, con il piano, l’attestazione di veridicità dei dati e di fattibilità. Tuttavia, ma ancora non è il caso del Pordenone, una dichiarazione di fallimento di una società di calcio non è più un evento straordinario nel panorama calcistico italiano. Tante in passato hanno dovuto affrontare tale situazione. Tra le più recenti quella del ChievoVerona, del Catania, del Foggia o del Cesena, tutte ripartite dal basso e poi risalite in categoria consona al loro blasone. Praticamente negli ultimi anni il fallimento delle società di calcio è diventato un tema particolarmente attuale. In questi giorni, inoltre, arrivano dal De Marchi notizie contrastanti. Un nuovo socio si starebbe avvicinando al club. Diversi sono stati gli incontri nel quartier generale neroverde. Si unirebbe a La Rosa, ad oggi l’unico che ufficialmente ha rilevato quote della società. Una fiammella che tiene accesa la speranza dopo la retromarcia del presidente onorario Zuzzi, che resterà in società solo di fatto.
Con l'istanza di fallimento in corso e la decisione del club di ripartire dai dilettanti, dal 30 giugno tutti saranno svincolati e liberi di accasarsi altrove, compreso Di Carlo. Il primo è stato Matteo Lovisa che si è accasato sempre in qualità di responsabile dell’area tecnica alla Juve Stabia, ruolo rivestito anche a Pordenone dal 2016. Nella città delle terme potrebbe arrivare pure Alessandro Lovisa, la scorsa stagione alla Triestina. All'ombra del Monte Faito c'è pure chi ipotizza che in un breve futuro Mauro Lovisa possa avvicinarsi al sodalizio gialloblù grazie ai buoni rapporti con Giovanni Acanfora, titolare del marchio Givova e amico dell'attuale presidente Andrea Langella. Puro fantamercato considerato le vicende attuali in cui versa la società e il senso di appartenenza ai colori neroverdi del presidente. Ajeti avrebbe accettato la proposta dei rumeni del Cluj di Mandorlini così come Benedetti quella del Benevento. Sanniti vicini anche all'ingaggio di Andreoni. Torrasi è nel mirino del Palermo. Pinato piace al Padova che segue anche Gucher. Burrai può ripartire dall'Avellino assieme a Buscagin. Pirrello piace a Gubbio, Padova e Mantova. Magnaghi ha preso la rotta di Lucca. Dubickas giocherà a Pisa e Deli è cercato dal Pescara mentre Festa farà ritorno a Mantova e a Bassoli, Zammarini e Piscopo non mancano richieste. A loro si aggiungono anche le sicure partenze degli allenatori del settore giovanile. Mirko Stefani ripartirà come mister degli U17 dell'Udinese. All'Udinese potrebbe finire anche Denis Fiorin, responsabile settore giovanile neroverde che piace anche all'ambizioso Cjarlins Muzane.
Difficile quindi anche solo ipotizzare quale potrebbe essere l’organico della nuova compagine che ripartirà dai dilettanti.
