Pordenone Calcio: il rammarico di Claudio Canzian
Saranno quasi altri due mesi di sofferenza per il popolo neroverde dopo le decisioni di ieri del tribunale di Pordenone di concedere in pratica altri sessanta giorni a Lovisa e soci per risolvere la situazione critica della società neroverde. Di certo rimane il fatto che se vorranno iscrivere la squadra almeno al campionato regionale di Eccellenza dovranno farlo entro il 19 luglio. Chi ama veramente il Pordenone ha già deciso che continuerà a seguire i ramarri con calore in qualunque categoria dovessero giocare spingendoli verso una rinascita uguale a quella di venti anni orsono quando con Adriano Fedele in panca riuscirono ad ottenere la salvezza nell’allora campionato di C2, ma poi a causa di inadempienze finanziarie la FIGC decise di escludere la società dal calcio professionistico per farla ripartire proprio dal campionato di Eccellenza Regionale del Friuli Venezia Giulia.
Ritrovare sotto le proprie ali il Pordenone sarebbe sicuramente un rammarico per Claudio Canzian che ha indossato la casacca neroverde dal 1982 al 1988 ed è stato pure responsabile dell’area tecnica sino al 2016 quando è stato nominato vicepresidente della Lega Nazionale Dilettanti del Friuli Venezia Giulia della quale è ora pure Vicepresidente Vicario.
“In tutta onestà – ha affermato il popolare Caio – preferirei proprio non averlo sotto le mie ali perché significherebbe che è riuscito ad iscriversi al campionato di Lega D. So perfettamente quanto sia difficile risolvere una situazione critica come quella che sta vivendo attualmente la società. Mauro però è un vero combattente – ha concluso l’ex ramarro –. Sono convinto che non mollerà e troverà il modo di far rinascere società e squadra!”.
Le notizie sulle difficoltà del Pordenone stanno girando per tutta l’Italia. Ai tifosi neroverdi è arrivata attraverso i social anche la solidarietà dei supporters del Lecce con i quali c’è grande empatia sin dalla trasferta del popolo neroverde in Puglia in occasione del match fra giallorossi e ramarri in serie B nel maggio dell’anno scorso. La partita fu vinta per 1-0 dai padroni di casa che ottennero così la matematica promozione in serie A che i supporters naoniani, pur sull’orlo della retrocessione in C, festeggiarono insieme con i leccesi. Nacque allora una sorta di gemellaggio che venne rinforzato quando il Lecce lo scorso novembre fece visita all’Udinese e sugli spalti del Friuli c’erano pure i supporters pordenonesi con sciarpe e striscioni giallorossi.
“Un dispiacere vero per voi bravi tifosi – si legge su di un post inviato nei giorni scorsi dalla Puglia al PN Neroverde 2020 -. Povero Pordenone, un abbraccio da Lecce. Non abbandonate i colori neroverdi al di là della categoria e di tutto il resto. Passano i presidenti e i calciatori, ma il gruppo dei tifosi rimane e deve rimanere. Noi – garantisce l’estensore concludendo – siamo con voi!”.
Comincia intanto l’esodo dei giocatori che sono liberi dal momento in cui il Pordenone ha deciso di non iscriversi per i noti problemi al campionato di Lega Pro. Uno dei giocatori più ricercati è indubbiamente Arlind Ajeti. Il nazionale albanese è da giorni nel mirino del Benevento e del Padova, ma pare che abbia deciso di accettare le proposte del Cluj sodalizio militante nella massima divisione del calcio rumeno e guidato dall’italiano Andrea Mandorlini.
