Pordenone Calcio, Lovisa: "Salvezza difficile, ma non impossibile!"
“Siamo arrabbiati, dobbiamo esserlo! E dobbiamo trasformare la rabbia in agonismo vero già nella sfida con il Monza per provare a vincere e cambiare la storia della nostra stagione”.
Sono le parole pronunciate da Mauro Lovisa dopo la terza sconfitta consecutiva maturata sabato pomeriggio al Granillo di Reggio Calabria (0-2). Quello che manca alla squadra è principalmente la capacità di concretizzare le occasioni da gol che riesce a costruire. Probabilmente re Mauro, se potesse, vorrebbe scendere in campo lui stesso per trascinare i ramarri verso il successo e il riscatto.
“Se non fai gol da due metri – ha sottolineato infatti – tutto il resto diventa inutile”.
Guardando la classifica dall’ultimo posto con largo distacco non solo dalla zona salvezza, ma anche da quella che consente l’accesso ai playout non è facile essere ottimisti.
“Voglio essere obiettivo, la situazione è difficile – ammette infatti Lovisa -, ma non vedo ancora la salvezza come un obiettivo impossibile da raggiungere. La squadra è giovane e abbiamo bisogno di una vittoria per ricreare entusiasmo nei tanti giovani che abbiamo adesso e che stanno facendo crescere la loro personalità. Sono certo che una vittoria nel match con il Monza cambierebbe totalmente le cose. In ogni caso – ci tiene a sottolineare re Mauro confermando di sentirsi parte del gruppo - dobbiamo onorare la maglia sino all’ultimo minuto della stagione con impegno e serietà”.
C’è sconfitta e sconfitta: quella maturata al Granillo fa veramente rabbia perchè il Pordenone ha condotto la partita per buona parte del primo tempo e per oltre metà ripresa. Purtroppo, come sottolineato da Mauro Lovisa, ha confermato di avere scarsa qualità negli ultimi sedici metri. Cosa ben nota visto che, nonostante la crescita operata dopo l’arrivo di Bruno Tedino, che sabato ha lasciato il posto in panca al fido Marchetto perché influenzato, quella neroverde resta la squadra che ha segnato meno gol. In ventiquattro partite infatti solo dodici palloni sono stati infilati nei sacchi avversari. A questo desolante difetto si aggiungono poi i momenti di black-out difensivo che consentono agli avversari di capitalizzare al massimo le occasioni create. E’ successo anche a Reggio Calabria dove a usufruire delle amnesie del reparto arretrato non sono stati i tanto temuti ex ramarri Folorunsho e Kupisz, ma Menez (che non segnava da ben quattro mesi) e Di Chiara. Il francese è stato abile ad approfittare al 66’ di una scivolata a terra di Zammarini e di un errore di Barison per evitare pure Perisan e infilare il primo pallone nella porta neroverde. Il difensore siculo (nato a Palermo) è stato abilissimo a calciare all’86’ una punizione dai venti metri fischiata dal signor Maggioni per un fallo evitabile di Lovisa junior su Bellomo. Immaginabile lo stato d’animo del clan pordenonese al rientro dalla lunga trasferta in Calabria.
A sintetizzarlo è stato Carlo Marchetto.
“La personalità esibita dalla squadra – ha detto il viceallenatore – avrebbe meritato un risultato diverso. Purtroppo ancora una volta non siamo riusciti a raccogliere i punti che avremmo meritato".
Marchetto potrebbe operare da primo allenatore anche domani se l’influenzato Tedino non dovesse recuperare in tempo.
PREVENDITA ATTIVA – Ovviamente la società si augura che siano tanti i tifosi che decideranno di raggiungere il Teghil a Lignano per sostenere i ramarri nell’importante sfida contro gli orobici del residente Silvio Berlusconi e del direttore generale Adriano Galliani. L’ufficio stampa naoniano ricorda che i taliandi sono acquistabili sia online su sport.ticketone.it, che nelle rivendite Bar Libertà e Musicatelli di Pordenone, Sostero Blue Office di Lignano Sabbiadoro, Angolo della Musica di Udine e in tutte quelle Ticketone.
