Pordenone Calcio: Ramarri nella tana degli squali

15.12.2021 11:24 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio: Ramarri nella tana degli squali

“Il rischio è retrocedere, perché se retrocedi fallisci”.

Sono parole pronunciate da Gabriele Gravina lo scorso settembre durante un incontro con la stampa per preannunciare la riforma del calcio italiano che, sempre secondo il presidente della FIGC, dal 2024 dovrebbe avere non più uno, ma due campionati di serie B, al di sotto dei quali ci sarà una sorta di serie D d’elite semiprofessionistica che comprenderà anche le società che attualmente militano in serie C. I campionati sottostanti, sempre nei piani di Gravina, dovrebbero essere autenticamente dilettantistici. Nel corso dello stesso incontro Gravina aveva motivato la sua proposta di riforma con il fatto che storicamente “su 4 società che retrocedono dalla B alla C – sono parole sue - tre, in uno o due anni, falliscono”.

I TIMORI DEL POPOLO NEROVERDE – Sono parole, quelle del presidente Gravina, che ovviamente hanno aumentato i timori del popolo neroverde. Cosa succederà al Pordenone qualora non dovesse centrare l’obiettivo della permanenza in serie B? Cosa deciderà di fare nella malaugurata ipotesi di un declassamento Mauro Lovisa? E’ indiscutibile il fatto che proprio grazie a re Mauro il Pordenone sia cresciuto dai dilettanti regionali sino a playoff per la promozione in serie A persi nell’agosto del 2020 con il Frosinone di Alessandro Nesta. Re Mauro detiene il 90 percento delle quote azionarie. Grande il riconoscimento dell’importanza degli altri soci (Giampaolo Zuzzi presidente onorario in primis), ma è altrettanto indiscutibile che a cacciare la grana per mantenere i ramarri a questo livello sia il socio di maggioranza. Su questo dovrebbero cominciare a riflettere anche i politici che sostengono di avere a cuore le sorti del Pordenone perché i ramarri in B sono un patrimonio dell’intera comunità e quegli imprenditori che non contribuiscono alla crescita sportiva e culturale della città pur operando a Pordenone.

RAMARRI LEGATI AL PRESENTE – Ciò che succederà nel 2024 interessa relativamente ai ramarri che lavorano al De Marchi. L’obiettivo di Stefani e compagni è trovare il modo e i punti per restare nella serie B di oggi. Per questo si stanno allenando senza risparmio di energie agli ordi di Bruno Tedino e del suo staff. Pesa sul loro umore la rossa chance sprecata sabato scorso nello scontro diretto con il Cosenza finito in parità (1-1) dopo che erano passati in vantaggio grazie a un rigore trasformato da Karlo Butic. Ora vogliono rifarsi a Crotone sabato quando scenderanno Allo Scida per un nuovo spareggio con gli squali di Francesco Modesto che dividono con loro la penultima posizione in classifica. Ancora una volta Tedino dovrà fare i conti con i possibili assenti. Oltre allo squalificato Barison è tuttora fuori causa Michaele Folorunsho che, pur senza aver avuto conferme dalla società, sembra essere uno degli indiziati per il contagio da Covid rilevato dalla serie di tamponi della scorsa settimana. Problemi potrebbero esserci per Misuraca, Barison ed El Kaouakibi. La speranza del tecnico è ovviamente quella di poterli recuperare per la sfida di sabato (inizio alle 14). La truppa neroverde sarà nuovamente al lavoro oggi per una doppia seduta (alle 10 al mattino e alle 14.15 al pomeriggio). Sarà l’ultima sessione a porte aperte. Da domani l’acceso al De Marchi sarà vietato ai non appartenenti al gruppo squadra. Venerdì mattina avrà luogo la seduta di rifinitura al termine della quale i ramarri partiranno in volo per la trasferta più impegnativa del torneo.