Pordenone Calcio, Rossitto: "L'occasione per costruire un nuovo calcio"

30.04.2020 13:43 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Dario Perosa - Gazzettino di Pordenone
Pordenone Calcio, Rossitto: "L'occasione per costruire un nuovo calcio"

“Niente fretta! Il calcio dei professionisti può ritornare in campo anche a settembre, quando e se il virus avrà allentato la sua presa”. E’ l’idea di Fabio Rossitto, ex Udinese ed ex Pordenone, per cercare di mettere tutti d’accordo, presidenti di serie A e B che spingono per la ripresa delle operazioni e il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora che anche ieri ha ribadito ai microfoni di La 7 di vedere sempre più stretto il sentiero che porta alla ripresa dei campionati pro sospesi lo scorso marzo.

“Con la salute non si scherza – ha premesso Fabio Rossitto -. Vista la situazione sarebbe pericoloso forzare i tempi. Aspettiamo di vedere come si evolve la pandemia – suggerisce il crociato -. Se tutto procederà nel migliore dei modi serie A e B potrebbero riprendere fra fine agosto e fine settembre. La stagione successiva potrebbe poi iniziare a gennaio 2021. Sarebbe l’occasione giusta per riprogrammare i campionati che andrebbero così ad allinearsi – ecco l’idea portante del suo ragionamento - con i tempi del Mondiale del 2022 la cui fase finale si svolgerà in Qatar dal 21 novembre al 18 dicembre”. Per la prima volta nella storia la fase finale dalla competizione per squadre nazionali organizzata dalla Fifa nel 2022 verrà infatti disputata in inverno, dal 21 novembre al 18 dicembre. In Qatar dove sarebbe impossibile giocare d’estate per le temperature proibitive”. Rossitto non vede lo spostamento in avanti della data d’inizio dei campionati come una soluzione d’emergenza dovuta al Covid 19, ma proprio come una vera e propria ristrutturazione permanente delle stagioni nel calcio professionistico. 

Nato ad Aviano nel 1971 Rossitto ha tirato i primi calci a un pallone nel Fontanafredda per passare presto (1989) nelle fila dell’Udinese dove è rimasto sino al 1999. Nel 1996 ha avuto l’occasione di indossare pure la maglia azzurra della Nazionale. Ha vestito poi le casacche di Napoli, Fiorentina prima di tornare in bianconero (2002-04). Una breve esperienza in Belgio con il Germinal Beerschot ha preceduto il rientro in Italia per chiudere la carriera da giocatore con Venezia e Sacilese. Nel 2009 ha iniziato ad allenare le giovanili dell’Udinese. Nel 2012 è iniziata la sua storia d’amore con il Pordenone sulla cui panca è stato chiamato per ben tre volte da Mauro Lovisa. Dalla scorsa estate ha rinunciato al professionismo per guidare la Manzanese che, sino allo stop dei campionati dilettanti comandava la classifica del torneo di Eccellenza del Friuli Venezia Giulia. “La pandemia – ha ripreso Fabio – è una grossa sciagura che ha fatto morire tante persone e soffrire tante altre. Può essere però anche l’occasione per cambiare un sistema che ha dimostrato tante falle. Non solo a livello di professionismo. Credo che la situazione economica che si è venuta a creare anche fra i dilettanti porterà grossi cambiamenti o forse addirittura a un ritorno alle origini. I rimborsi spese verranno ridimensionati. Si tornerà a giocare per il piacere di farlo, un po’ – trova il modo di sorridere il compagno di squadra dello stesso Mauro Lovisa, presidente del Pordenone – come succede fra le vecchie glorie o fra gli amatori”.