Pordenone Calcio, Rossitto: "Nella partita secca i ramarri non sono secondi a nessuno"
Dopo i tre giorni di riposo concessi da Mimmo Di Carlo e dalla dirigenza neroverde per essersi guadagnati il secondo posto in classifica che garantisce il passaggio diretto ai quarti di finale dei playoff nazionali, grazie al successo (1-0) di sabato scorso al Tognon con l’Albinoleffe, i ramarri riprendono a lavorare questo pomeriggio alle 15. Oggi si riunirà il Consiglio Direttivo della Lega che, salvo nuovi imprevisti, dovrebbe fare il punto della situazione e decidere se e sino a quando rinviare ufficialmente le gare dei playoff, inizialmente previste per il 30 aprile, in seguito al deferimento del Siena per mancato versamento delle ritenute IRPEF entro i limiti stabiliti. Qualunque sarà la data in cui il Pordenone scenderà in campo nella prima gara della fase nazionale, equivalente in pratica ai quarti di finale, Mimmo Di Carlo non potrà utilizzare Arlind Ajeti squalificato per una gara effettiva per recidività in ammonizione. Indipendentemente dalla data in cui si ritornerà in campo per affrontare la prima partita dell’overseason l’obiettivo di tutto il clan neroverde è sfatare la tradizione avversa dovuta al fatto che nel corso della sua storia il Pordenone non è mai riuscito ad imporsi nei playoff. Il miglior risultato è stato ottenuto nel campionato di serie B 2021-22 quando i neroverdi guidati da Attilio Tesser arrivarono sino alla doppia semifinale playoff per la promozione in serie A contro il Parma. Riuscirono addirittura ad imporsi nella gara di andata al Benito Stirpe per 1-0 con un centro di Tremolada. Persero però per 0-2 il match di ritorno giocato al Rocco di Trieste (allora rettangolo casalingo). A un soffio dal successo arrivò pure il Pordenone di Bruno Tedino, in Lega Pro, nel 2017 quando sempre in semifinale sul neutro dell’Artemio Franchi di Firenze chiuse i tempi regolamentari con il Parma sull’1-1. A decidere il passaggio alla finale furono i calci di rigore che videro gli emiliani imporsi per 6-5.
E’ convinto che questa volta la tradizione avversa possa essere interrotta Fabio Rossitto, una delle più amate icone non solo della storia neroverde, ma anche regionale e nazionale avendo vestito pure le maglie dell’Udinese, del Napoli, della Fiorentina e della nazionale azzurra, avendo allenato oltre al Pordenone pure la Triestina, La Cremonese, la Manzanese e il Chions ed essendo stato chiamato nei giorni scorsi anche dalla Sacilese per ricoprire il ruolo di direttore tecnico. Pure con lui in panca però la tradizione negativa non si interruppe e il Pordenone venne eliminato (1-3) nei playoff del 2018 dalla Feralpisalò.
“Questa volta – afferma il Crociato (così soprannominato dalla tifoseria naoniana) – i ramarri hanno finito il campionato nel miglior modo possibile guadagnando il secondo posto e l’accesso diretto alla fase nazionale. Importante sarà ora l’aspetto mentale. Tutte le squadre rimaste in lizza sono arrivate a questo punto più o meno allo stesso livello di fatica sia fisica che emotiva. Partire con la testa libera e con la convinzione nei propri mezzi sarà fondamentale. Di Carlo – suggerisce - dovrà far emergere in tutti lo spirito di gruppo, il senso di appartenenza e la voglia di sognare tutti insieme. Mimmo è un maestro anche in questo e sono convinto che la sua riconosciuta esperienza varrà moltissimo. Saprà certamente fare in modo che ognuno dei giocatori a disposizione affronti questa preparazione con grande voglia ed entusiasmo. Dove possono arrivare questa volta i ramarri? Io sono fiducioso perché secondo me – conclude – questo Pordenone nella partita secca non è proprio secondo a nessuno e potrà avvalersi del tifo e dell’amore di tutto il popolo neroverde. Forza ramarri, Forza neroverdi, Forza Pordenone!”.
