Pordenone Calcio: capitan Stefani ieri, oggi e domani

04.08.2018 09:50 di Redazione TuttoPordenone  articolo letto 162 volte
Fonte: Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio: capitan Stefani ieri, oggi e domani

Con il capitano per almeno altri due anni.

Mirko Stefani ha prolungato ieri il suo contratto sino a tutto giugno 2020. Una garanzia per il Pordenone, una conferma della volontà della società e del giocatore di fare strada insieme per raggiungere traguardi sempre più importanti. Un atto che il popolo neroverde attendeva. Stefani, il capitano, è uno dei giocatori più stimati, apprezzati e amati fra tutti coloro che vestono e hanno vestito la casacca del Pordenone.

“Sono felicissimo – ha detto Mirko, fresco di rinnovo – di aver firmato per il Pordenone sino al 2020. E’ stato un grande attestato di stima da parte della società e in particolare del presidente Mauro Lovisa che ringrazio. Era quello che desideravo. Anzi, dirò di più – sorride il capitano nato il 24 gennaio 1984 – dopo il 2020 spero di prolungare ancora”.

Stefani giudica anche i tre anni già trascorsi in neroverde.

“E’ stato un triennio bello – afferma -, ricco di grandi emozioni: le due semifinali playoff con mister Tedino e la grande nottata in Tim Cup al Meazza con l’Inter”.

A proposito di Coppa, domani all’Adriatico il Pordenone potrebbe scrivere un’altra pagina di storia nel match con il Pescara di serie B.

“Anche contro un avversario sulla carta più forte di noi – promette il capitano – scenderemo in campo per dimostrare di essere in crescita e fare bella figura con tanta voglia di stupire ancora. Anche se il Pescara milita in B – è il grido di guerra del capitano – non partiamo sconfitti”.

Stefani guarda pure al campionato che avrebbe dovuto iniziare il 26 agosto, ma in pratica non si sa ancora quando prenderà il via.

“Questo di mister Tesser – riprende Mirko – è il mio quarto Pordenone. Già in ritiro, nelle prime amichevoli, negli allenamenti al De Marchi e nella prima gara di Coppa a Bergamo credo che tutto il gruppo abbia dimostrato di aver voglia di emozionarsi ed emozionare. Ci sono tutti i presupposti per fare bene. Senza proclami, con modestia, ma- conclude - con la consapevolezza dei nostri mezzi”.