Pordenone Calcio: Chiaretti, un brasiliano che si ispira a Messi

20.07.2019 07:56 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio: Chiaretti, un brasiliano che si ispira a Messi

Un brasiliano con cittadinanza italiana che si ispira all’argentino Messi, voluto nientemeno che da Zdeněk Zeman nel Pescara per giocare in serie A insieme a Insigne, Immobile e Verratti. E’ Lucas Chiaretti Cossenzo venuto a Pordenone per fare il numero 10, ruolo lasciato libero da Emanuele Berrettoni passato dal campo alla scrivania.

Dotato di buona tecnica, Lucas sa giocare con entrambi i piedi, ma preferisce quello mancino. E’ rapido e abile a saltare l’uomo. Oltre al ruolo di trequartista può svolgere anche quello di esterno mancino o di seconda punta. Lucas è quello che una volta si sarebbe definito un oriundo. I suoi trisavoli infatti erano di Padova. Nato a Belo Horizonte il 22 settembre 1987, ha iniziato a giocare nel Cruzeiro insieme fra gli altri a Jonathan (ex Inter). A diciassette anni andò a cercare l’avventura in Giappone al Gamba Osaka nella massima serie nipponica dove però non venne mai impiegato in prima squadra. Nel dicembre del 2009 venne ingaggiato dalla Fidelis Andria nell’allora C1 italiana (14 presenze, 2 gol in sei mesi la prima stagione, 17 e nessun centro nella seconda). Nel gennaio del 2011 si trasferì al Taranto, sempre in C1 (10 presenze e un centro) dove rimase anche la stagione successiva (26 presenze e 7 gol). Lo notò Zeman che lo segnalò nel 2012 ai dirigenti del Pescara. Chiaretti firmò per i biancazzurri già nel gennaio 2013, ma si trasferì in Abruzzo l’estate successiva mentre Zeman passava sulla panca della Roma. Per Lucas questo è stato sempre un grande rammarico.

“Con il maestro – ripete spesso – avrei fatto un vero salto di qualità”.

Via Zeman, vide la serie A solo dalla panchina e solo una volta nella prima di campionato contro l’Inter. Poi si infortunò a un ginocchio e in due stagioni (la seconda in B) non venne mai utilizzato. Ritornò in Brasile e nel 2015 tornò in Italia per ricominciare la sua carriera con il Cittadella. Con i granata le cose andarono decisamente meglio: 31 presenze e 6 gol in C nella stagione della promozione in B, 28 e tre centri in quella successiva in cadetteria. Lo scorso campionato infine ha vestito la casacca rossonera del Foggia. Per lui milanista (“Da piccolo – ha ricordato recentemente - tifavo per i tanti brasiliani ingaggiati dai meneghini”) diventare uno dei satanelli pugliesi è stato un surrogato delle sue ambizioni. Curiosa l’avventura capitatagli nel 2016. Il Cittadella doveva giocare contro il Latina. Lucas, accompagnato in macchina dalla moglie che poi se ne andò, si recò nella sala dell’albergo dove avrebbe dovuto essere tenuta la solita riunione tecnica pre partita. Non vi trovò nessuno perché la riunione era stata spostata allo stadio. Non si è perso d’animo. E’ uscito in strada e ha fatto l’autostop. Dopo essere stato ignorato da parecchi automobilisti, fu riconosciuto da un tifoso (tra l’altro ex giocatore del Cuneo) che gli diede un passaggio sino allo stadio. Arrivò giusto in tempo. Disavventura che non gli impedì di fare una buona partita e di contribuire al successo per 2-1 dei granata sui laziali.