Pordenone Calcio: Lettera del presidente Lovisa ai tifosi neroverdi

11.02.2018 19:08 di Redazione TuttoPordenone  articolo letto 405 volte
Pordenone Calcio: Lettera del presidente Lovisa ai tifosi neroverdi

Un Pordenone MAI così in alto nella storia, una storia di recenti gioie e precedenti pagine nerissime, vive oggi delle difficoltà, ma da queste ne usciamo solo tutti uniti.

Tanti - e non posso proprio accettarlo - dimenticano il passato, fortunatamente lontano, mentre proprio questi (brutti) ricordi non devono affatto essere cancellati dalla memoria in un momento in cui le cose vanno male, siamo - comunque - noni in serie C (!) e la parte decisiva della stagione ancora da giocare.

Per questo mi rivolgo ai tifosi, con gran parte dei quali ieri ho avuto un confronto diretto e schietto.

Io ci metto la faccia, come sempre: state vicini alla squadra, a mister Colucci e allo staff.

Incitateli, spronateli.

Hanno bisogno di voi, come loro fanno gioire voi quando si vince. Sono persone serie, che lavorano quotidianamente con grande impegno e passione.

Mancano i risultati? Lo sanno e ne soffrono in primis loro.

Seguo quotidianamente, da bordocampo, gli allenamenti, se l’impegno venisse meno - e mi conoscete bene - non avrei problemi a intervenire. Ma qui nessuno tira indietro la gamba. E mai lo farà.

Cosa si può dire degli sforzi della società? In questi anni con i soci Giampaolo Zuzzi e Maurizio Orenti abbiamo investito ingenti fortune e tempo per la crescita della nostra realtà, dandole una credibilità sportiva e gestionale, una continuità forte, un’immagine in Italia mai avuta prima e un Settore giovanile ai vertici nazionali.

Con la FeralpiSalò ha esordito a 16 anni e 8 mesi Marco Meneghetti, il più giovane debuttante dell’intera serie C.

Di questa stagione resteranno indelebili nella storia le trasferte di Cagliari e San Siro in Tim Cup: non devono far “accontentare” noi e i ragazzi, certo, ma non si possono neanche archiviare. Siamo passati dall’Eccellenza a sfiorare la B, 10 partite non cancellano 10 anni di storia. Né devono far dimenticare le umiliazioni, per tifoseria, città e tutto il territorio, patite durante precedenti gestioni.

Lo ricordo bene, io, il Pordenone in Prima categoria o in Promozione: vogliamo tornarci? Credo nessuno lo voglia, per questo facciamo tutti qualcosa di più, ognuno con il proprio ruolo, le proprie responsabilità. Proprio nelle difficoltà il territorio stia ancor più vicino. Per restare in alto bisogna restare uniti nei momenti meno felici, non si può pensare che vada sempre tutto per il meglio. Noi stessi nei periodi peggiori a livello di risultati abbiamo rilanciato il nostro impegno. Così e solo così si superano gli ostacoli.

Con la Feralpi è stata una partita figlia dei momenti negativi del periodo. Magari in certi momenti criticare, anche aspramente, è più facile e viene istintivo; ma è proprio in quei momenti che deve prevalere la volontà di non mollare mai, anche dei tifosi. La loro spinta, non è una frase fatta, è fondamentale. Poi, al triplice fischio, si traggono le conclusioni (comunque non sentenze, a febbraio…) ed eventuali fischi e critiche fanno parte del gioco. Ieri, a fine primo tempo, ho cercato di spronare energicamente la Gradinata a non mollare la squadra, perché certi cori non mi erano piaciuti.

A fine partita proprio con i ragazzi della curva ci siamo guardati negli occhi, abbiamo avuto un bel confronto e ci siamo chiariti. Loro sanno cosa stiamo facendo, il nostro lavoro e i progetti seri, il percorso fatto in questi anni; noi sappiamo la passione che ci mettono loro e che la loro presenza non manca mai.

Mi auguro che da questo faccia a faccia si possa ripartire con ancora maggiore forza.

Il futuro prossimo. Ora abbiamo, recupero di mercoledì compreso, un trittico di partite (tutte in trasferta) che possono cambiare la nostra stagione. Una stagione ancora lunga e che può riservarci ancora grandi soddisfazioni.

Se guardiamo la classifica proprio la Feralpi, seconda, ha sei punti in più e una gara in più. È ancora tutto da giocare. Per le sentenze c’è tempo.

Presidente

Mauro Lovisa