Pordenone Calcio - Palomba: “Ramarri, vi racconto le Vespe"

22.05.2019 09:34 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio - Palomba: “Ramarri, vi racconto le Vespe"

“Vi spiego io chi sono e soprattutto cosa sono le vespe per Castellamare di Stabia e per il sud”.

L’offerta arriva da Giuseppe Palomba, nato a Pompei da madre (e nonni stabiesi), studente alla Luigi Sturzo di Castellamare, ex vespetta nel settore giovanile della Juve, ora pordenonese d’adozione, città in cui si è fatto conoscere come co-conduttore di Roxy Bar Sport Nordest a TPN, di Pordenone Sport a Udinenews e titolare del sito internet Tuttopordenone che si occupa di sport in generale e dei ramarri in particolare.

“Il tifo stabiese – afferma Palomba – merita la serie B. Anzi per passione e calore meriterebbe anche la serie A. La promozione è stata giusto premio in primis per il presidente Manniello che a luglio rischiava di non iscrivere la squadra ma che poi, aiutato da Polito e Improta (ex Napoli), ha fatto il miracolo. Le vespe – giudica Palomba - sono guidate da un grande allenatore. Fabio Caserta ha portato la Juve Stabia in serie B prima da calciatore e ora da allenatore stravincendo un girone in cui militavano squadroni come Trapani, Catania, Casertana, Catanzaro e Reggina. Ha una difesa a quattro imperforabile con Garofalo e Germoni (o Allievi) laterali, Troest e Marzorati centrali e con Branduani leader tra i pali. Solo 18 i gol subiti, dei quali 5 a promozione già matematicamente acquisita. A centrocampo – continua l’ex stabiese - non manca di qualità e fisicità con Viola, Mezavilla (sua la testata al mulo Maracchi nella partita con Alessandria), Calo', Mastalli e Carlini. L'attacco con Paponi, Melara, Elia, Di Roberto, El Ouazni e Torromino è stato il secondo più prolifico dell’intera serie C con 63 gol fatti”.

Ovviamente tifoso delle vespe, Palomba (a Pordenone dal 2006) non può nascondere la parte del suo cuore colorata di neroverde.

Ho visto lo Stabia per la prima volta quando fu inaugurato il nuovo Menti, mal ridotto dal terremoto dei primi ’80, appena promosso in C2. Era il 1985 e avevo solo 12 anni. Fu amore a prima vista. Ma è stato amore a prima vista anche quando vidi da grande la prima partita del Pordenone in serie D, nel 2011. Non avrei mai immaginato di veder giocare i miei due amori uno contro l’altra”.