Sudtirol-Pordenone, I ramarri visti da Perosa

02.12.2018 11:11 di Redazione TuttoPordenone  articolo letto 250 volte
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Sudtirol-Pordenone, I ramarri visti da Perosa

Basta un pareggio ai ramarri per restare in testa alla classifica. Giusta la divisione della posta in palio fra Sudtirol e Pordenone che al Druso non hanno giocato una gara indimenticabile. Non si è visto il gioco brillante degli altoatesini della passata stagione che ha fruttato a Zanetti (oggi squalificato e sostituito in panca da Bertolini) il premio quale miglior allenatore del gruppo B. In campo non c’era nemmeno quel Pordenone che aveva matato nelle ultime due gare Monza e Ternana. Anzi, si è visto solo nella parte finale, quando subito il gol di De Cenco (dura lex, sed l’ex), Tesser ha gettato nella mischia Germinale e Magnaghi al posto di Misuraca e Ciurria per passare a un più offensivo 4-3-3. E’ arrivato immediatamente allora il pareggio, firmato proprio dall’ex Juve Fano appena 3’ dopo il suo ingresso in campo e sarebbe potuto arrivare anche il successo se il siluro fatto partire da Magnaghi altri 3’ dopo non avesse sorvolato di pochissimo la traversa. Tesser ripresenta la stessa formazione che ha inflitto la prima sconfitta stagionale alla super Ternana. L’unica variante è rappresentata da Bassoli al posto di Barison infortunato. L’ex Sudtirol affianca Stefani al centro della difesa con il riconfermato Forio e De Agostini sulle corsie laterali. In porta c’è Bindi. A centrocampo Misuraca, Burrai e Bombagi preferito a Gavazzi. Davanti Berrettoni e Ciurria ad alternarsi in supporto a Candellone prima punta.

CHI PIU’

GERMINALE – Ormai Domenico ci ha abituati a questi suoi “veni, vidi, vici”. In realtà questa volta il gol realizzato una manciata di secondi dopo il suo ingresso in campo non ha portato i 3 punti, ma ha evitato al Pordenone di interrompere la striscia di risultati positivi e di conservare la vetta della classifica. Essere determinante è quello che ha chiesto Mauro Lovisa quando ha firmato il suo contratto.

BOMBAGI – Partito dall’inizio anche al Druso, Francesco è stato ancora una volta fra i migliori grazie alla sua determinazione e alla voglia di non mollare mai, né in fase propositiva né in fase di contenimento. La sua percussione solitaria in chiusura della prima frazione ha scaldato i cuori dei 50 coraggiosi giunti sino a Bolzano per sostenere il Pordenone. Peccato che la prodezza di Offredi gli abbia negato la soddisfazione del gol.

MAGNAGHI – Bisogna sottolineare la disponibilità di Simone a seguire le indicazioni di Tesser, sia che venga utilizzato dall’inizio che venga gettato nella mischia a gara in corso. Il proiettile scagliato all’83’ verso la porta altoatesina avrebbe meritato maggior fortuna.

CHI MENO

BERRETTONI – Emanuele quest’anno viaggia fra alti e bassi. La gara al Druso non è certamente stata fra le sue migliori. Il popolo neroverde lo ama comunque e sa aspettare che l’artista ricominci a disegnare le sue deliziose parabole.

BASSOLI – Alessandro non ha disputato una brutta partita. Tutt’altro. Il suo incubo però si chiama De Cenco. Ale aveva visto DC9 realizzare uno splendido gol in rovesciata nel 2015 quando lui vestiva la casacca del Sudtirol e il brasiliano quella neroverde. Lo ha visto schizzare davanti al suo viso per deviare di testa alle spalle di Bindi il gol del vantaggio ora che lui veste neroverde e il brasiliano biancorosso.