Pordenone Calcio - Tirelli: "Serie B impossibile senza Lovisa. Godiamoci il momento adesso e il Dacia Arena..."

11.05.2019 13:08 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Pordenone Calcio - Tirelli: "Serie B impossibile senza Lovisa. Godiamoci il momento adesso e il Dacia Arena..."

La nostra redazione ha interpellato il Consigliere Comunale Mattia Tirelli, tifoso, abbonato e sottoscrittore delle quote del crowdfunding Pordenone 2020. Opinionista su Udinews TV la sera della storica promozione in serie B commentava in diretta le vicende di Lasagna & C con la sciarpa neroverde al collo. In poche parole prove di collaborazioni...

 

 

 

 

 

 

Pordenone Calcio da outsider a promozione in serie B. Punto più alto della storia centenaria neroverde....

È evidente che siamo al punto più alto di questa storia centenaria del ramarro. Si potrebbe scomodare il destino, ma questa fantastica storia ha poco a che fare con il fato o la fortuna, quanto invece con la capacità di programmazione, di organizzazione e l’umiltà di saper cogliere anche dalle sconfitte (retrocessione del 2015) quegli accorgimenti per poi “insegnare” calcio a partire dallo straordinario lavoro del Maestro Bruno Tedino, colui che ha gettato i presupposti tecnici a questa straordinaria B dei ramarri. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza le scelte e l’eroico impegno economico di Mauro Lovisa e dei suoi soci, Giampaolo Zuzzi in primis, gente che ha permesso al Pordenone Calcio di esportare calcio propositivo per 4 anni consecutivi in giro per l’Italia e facendosi apprezzare da addetti ai lavori e tifosi. Ci voleva solo un ultimo step per vincere il campionato: iniettare in un gruppo già di primissima fattura la mentalità vincente, una qualità che non si trova al mercato ma che solo alcuni allenatori del calibro di Attilio Tesser possono portare.

Capitolo serie B. Come si affronta?

La riconferma di Tesser è il primo grande acquisto dei ramarri per la prossima stagione, un tecnico che poche altre squadre di cadetteria possono vantare. Tesser avrà a disposizione un gruppo collaudato, che non verrà smantellato, perché è proprio nella forza del gruppo plasmato in questi anni che i ramarri dovranno trovare le energie per affrontare un campionato lungo e difficile come la Serie B. Il sottoscritto non è tra quelli che considera concluso questo ciclo, anzi credo che l’ossatura (non solo morale) della squadra, ed i suoi automatismi, possa permettere una partenza importante il prossimo anno, una di quelle che Tesser ha già dimostrato di saper fare, come a Novara e Cremona. Se si ha la fortuna di avere già un gioco collaudato, nella prima parte del campionato si possono ottenere punti importanti su squadre che ancora a posto non sono; dopodiché dipenderà tutto dalla caratura che Matteo Lovisa darà alla squadra. Però, ripeto, bisogna partire dal nucleo principale della squadra.

Territorio. Città e tifosi possono essere da serie B come i Ramarri?

Certo che la Città e il territorio sono da Serie B. Il bacino d’utenza del Pn Calcio è di circa 200mila persone, perché non possiamo limitarci a considerare l’area comunale di Pordenone, bensì l’intera destra Tagliamento con un occhio di riguardo a quei tifosi del trevigiano che da troppo non vedono calcio di alto livello. Da quando siamo andati a San Siro un anno e mezzo fa, ho l’impressione che potremmo essere anche da A, e vincere aiuta ad avvicinare La gente alla squadra. Il prossimo anno mi aspetto dai 5 ai 10mila tifosi allo stadio. 4) Capitolo stadio. Dacia Arena momentaneamente e in futuro? Certo il capitolo Stadio è cruciale. Al momento giocheremo nello stadio più bello della cadetteria, lo stadio Friuli, per cui “cadiamo in piedi” grazie all’accordo tra Lovisa e Pozzo. Lo stadio Friuli, vedrete, sarà un valore aggiunto, lasciatevelo dire da uno che lo conosce piuttosto bene (frequentandolo settimanalmente dal 95 e oggi collaborando come commentatore per UdinewsTv): inoltre è uno stadio all’inglese dove i nostri tifosi potranno sostenere la squadra ad una manciata di metri dai giocatori. Non solo i nostri tifosi, perché sento rumors di una possibile accordo tra i nostri gruppi organizzati e l’AUC per il prossimo campionato. Ma l’obiettivo finale è riportare i ramarri a casa loro. Purtroppo le norme (assurde) della Federcalcio impediscono ai piccoli club di adeguare i loro a campionati di livello superiore (con lo stesso ragionamento gli inglese dovrebbero abolire la storica FA Cup..). Ci sono interlocuzioni costanti tra municipio e società, per trovare una soluzione con fondi privati alla costruzione del nuovo stadio a Pordenone, stadio che sarà una cittadella dello sport capace di ospitare concerti, e altre discipline sportive nonché associazioni. Nel frattempo il progetto di adeguamento del Tognon di Fontanafredda, (finanziato con soldi pubblici) va avanti e sarà pronto per ospitare il calcio pro entro la fine dell’anno; basterebbe un upgrade di circa 2milioni per adeguarlo alla B ma ormai anche il porfido di Corso Vittorio ha preso atto del niet di Lovisa che pensa più in grande, ovvero la realizzazione dello stadio di proprietà, che dunque diventerebbe il quarto in Italia, dopo Juventus Stadium, Mapei e Dacia Arena. Nell’attesa di realizzare questo grande progetto godiamoci lo Stadio Friuli.

Capitolo Udinese. Classifica deficitaria rischio derby in serie B?

È chiaro che 34 punti alla terzultima di campionato sono la cartina tornasole di una stagione deficitaria, dove l’udinese è ancora invischiato nella lotta salvezza. Alla fine i bianconeri di Tudor si salveranno, anche grazie al calendario, dopodiché è bene per tutti, soprattutto per i tifosi, che la società faccia le dovute riflessioni. Non è stata comunque una stagione del tutto negativa: si sono infatti scoperti i talenti purissimi di Juan Musso e Ignacio Pussetto, gente che farà parlare di se in futuro . È comunque fondamentale che il prossimo anno l’udinese torni a stupire in positivo, perché le basi tecniche per costruire qualcosa di importante ora ci sono.

E se dovesse salire anche la Triestina?

Avere tre squadre regionali tra A e B sarebbe fantastico per una regione di 1,2 milioni di abitanti.. per cui la promozione della Triestina, club di blasone, farebbe solo bene a tutto il movimento regionale.

Super Coppa ultimo impegno di stagione. Vincerla potrebbe trasformarla in formidabile?

Vincere la Supercoppa Sarebbe la ciliegina sulla torna per incorniciare una stagione fantastica. Sarebbe bello anche mantenere l’imbattibilità in trasferta. Con la Juve Stabia mi aspetto invece il giusto tributo del nostro pubblico per il commiato dal nostro storico Bottecchia.

In città non si vedono bandiere! Considerazioni finali...

Non sono sorpreso. Pordenone è una cenerentola perché è una città sprovvista di una cultura calcistica consolidata, neanche paragonabile per esempio a quella del basket cittadino (al forum per assistere al campionato regionale si recano più di 1000 persone a partita..). Da questo si può spiegare parzialmente la Mancanza di bandiere o colori in città perché il neroverde è ancora distante dai cuori cittadini, luoghi dove albergano più volentieri gli squadroni metropolitani. Per assimilare la passione e l’attaccamento alla maglia serve tempo, anni se non decenni, e soprattutto ricordi. Ecco, credo che l’aspetto più prezioso del capolavoro di Lovisa è quello di aver realizzato imprese, idoli e ricordi da poter tramandare alle nuove generazioni, in grado di creare attaccamento e passione in una tifoseria che è in continuo crescendo. Non mancano i numeri ma Ci vuole tempo!