Careri: "I nostri tifosi sono la purezza del calcio. E ora sotto con il rush finale"

29.04.2015 17:01 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: http://www.tuttolegapro.com/
Careri: "I nostri tifosi sono la purezza del calcio. E ora sotto con il rush finale"

Un rush finale intenso e da combattere, probabilmente anche oltre i 180' rimanenti della regular season. Ma in casa Pordenone si sta respirando la giusta aria, oltre poi a proseguire un'attenta e dettagliata preparazione intanto in vista del match di sabato contro il Real Vicenza, ma anche in attesa che arrivi lo scontro diretto dell'ultima giornata, da disputare contro l'Albinoleffe. Ma in quello che per i ramarri è diventato un vero fortino: lo stadio "Bottecchia", dove non manca mai il supporto del pubblico. A rivolgere uno dei più calorosi appelli alla tifoserie neroverde, affinchè sostenga la squadra fino all'ultimo, è stato l'estremo difensore Gianni Careri, che nell’'intervista rilasciata in esclusiva a Claudia Marrone di TuttoLegaPro.com parla di questa annata calcistica, che in casa friulana ancora non può dirsi conclusa.

Due giornate al termine del campionato, ma per il Pordenone non è ancora tempo di far bilanci: perchè in Friuli si crede ancora nella salvezza, che però può solo arrivare tramite play out...

"Come squadra e società abbiamo dimostrato di avere la mentalità giusta per adattarsi alla categoria, molto diversa dalla Serie D da cui proveniamo, e programmare una prossima stagione importante. Ora più che mai questa voglia di rimanere tra i professionisti si fa sentire, è molto concreta: il girone di andata è stato duro, ma modificando certe sfaccettature abbiamo dimostrato di poter dire la nostra senza problemi. Chiaramente lottiamo intanto per un posto nei play out, non preoccupandoci della griglia con la quale magari ci arriveremo, l'importante è arrivarci e giocarci quelle partite che fanno sempre storia a sè, non rispecchiano quello che è stato il campionato, anche se adesso non siamo certo l'ultima della classe. Combatteremo fino all'ultimo, stiamo lavorando bene e con serenità, ma abbiamo la giusta carica e la giusta adrelina per affrontare il tutto".

Carica che hanno anche i tifosi neroverdi. E' stato tuo l'appello per chiamare quanta più gente possibile al "Bottecchia" per l'ultima gara casalinga, e Pordenone ha ben risposto: è un aspetto importante questo per voi calciatori?

"Assolutamente si. Io già lo scorso anno avevo visto questo attaccamente, e in questa stagione, soprattutto nelle ultime gare, si è amplificato, e noi sentiamo un calore importante che ha poi accompagnato anche i risultati, il nostro ambiente è per noi una marcia in più. E' stato un peccato che fuori casa, noi in campo, non siamo riusciti a ottenere gli stessi risultati avuti in casa".

A Vicenza però vi seguiranno ben due corriere, quindi un buon gruppo di tifosi. Sarà un pò come giocare al "Bottecchia", e...

"(Ride, ndr) Daremo sicuramente il massimo, mancano solo due partite! A noi comunque l'appoggio del pubblico non è mai mancato, ora abbiamo la consapevolezza che niente succede per caso: pubblico e tecnica in campo, in momenti decisivi del campionato, hanno lo stesso valore. E tutti abbiamo lo stesso entusiasmo. Oltre poi a sentire un affetto che io ho sempre sentito, penso che i nostri tifosi siano la purezza del calcio: sono proprio i tifosi veri, seguono il Pordenone sempre con lo stesso entusiasmante spirito aldilà della categoria".

A una buona riuscita del progetto Pordenone ha comunque contribuito anche l'arrivo di mister Rossitto. Cosa è cambiato con lui?

"All'inizio abbiamo avuto molte difficoltà, il salto di categoria, le nuove aspettative, situazioni che prima d'ora non conoscevamo, e abbiamo pagato caro alcuni errori. L'impianto però era buono, sia a livello di squadra che di società, ma non arrivavano i risultati, e quello chiaramente pesava su tutto il resto: stavo male a vedere che in un ambiente positivo e sereno come quello di Pordenone non si riuscisse a ingranare la giusta marcia, i presupposti ottimi per lavorare ci sono sempre stati. Mister Rossitto ha evidentemente trovato la giusta lettura a tante situazioni, il meccanismo corretto per funzionare perfettamente il tutto".

Tu hai militato tanti anni anche nella Serie C: che differenze vedi tra la Lega Pro di un tempo e quella attuale?

"Al momento attuale la Lega Pro ha una risonanza mediatica positiva, si conosce tutto e tutti, ma chiaramente emergono anche le difficoltà di società che faticano a stare in una categoria complessa come questa, e la visibilità dei problemi può rendere questi ancora più gravi. Non è semplice imporsi. Prima con la C2 era possibile far più progetti di lungo termine, si lavorava diversamente, mentre ora, con una sola categoria di differenza tra i Dilettanti e la Serie B è più complicata la gestione, anche dal punto di vista economico. Hanno grandi meriti, a mio avviso, le società che sanno gestire tutti i minimi particolari, ma capisco anche quelle che non ce la fanno a reggere".