Pordenone Fc: i consigli dell'avvocato Maurizio Mazzarella
La prima stagione in Eccellenza del Nuovo Pordenone Fc è ormai alle spalle. Adesso per i ramarri è tempo di riorganizzarsi e programmare con nutrita ambizione anche il torneo 2026-27 dopo la magnifica rimonta della passata stagione che ha visto i ramarri chiudere primi in classifica e vanificata nello spareggio di Monfalcone con l'Lme. Il 1 luglio aprirà ufficialmente anche il calciomercato. A tal proposito l'avvocato Maurizio Mazzarella è intervenuto con le sue precisazioni. Di calcio attivo non si occupa più da anni, ma se a Torino l’”avvocato” era Gianni Agnelli a Pordenone l’”avvocato” è lui: Maurizio Mazzarella. Una vita divisa fra tribunale e stadio. Anche se in tanti lo ricordano, per capire il personaggio basta leggere su www.tuttopordenone.com (dove l’avvocato ha avuto una rubrica settimanale sulle vicende dei ramarri) oppure tutte le apparizioni nel programma sportivo serale della domenica che andava in onda quando c'era TelePordenone.
ECCELLENZA 2026-27 - "Sarà certamente un campionato avvincente come quello della passata stagione ma dopo la grande cavalcata dello scorso anno con i ramarri indiscussi protagonisti - sottolinea il Mazza - avremo tutti i riflettori addosso. Inoltre - aggiunge - tutte le big si rinforzeranno: Chions, Tamai, Ufm a cui aggiungo anche Teor saranno le rivali dei neroverdi alla rincorsa alla serie D. Poi ci saranno sicuramente delle sorprese che renderanno la bagarre più complicata. Siamo, quindi, in buona compagnia e dobbiamo essere onorati di partecipare a questo Campionato dopo soli 3 anni dalla rinascita".
LA SQUADRA - "Nel calcio dalla Terza Categoria alla Serie A non è mai facile vincere; il Pordenone se non ci fosse stato quell'errore burocratico sarebbe già in Serie D" - puntualizza l'avvocato - "Non mi aspettavo un Pordenone così competitivo al primo anno in Eccellenza. Complimenti a questa società che ha saputo riportare in calcio in città. Oggi quindi è importante confermare l'ossatura, per poi migliorare la squadra con altri "tre pezzi" perchè così sarebbe già pronta per la Serie D; nel calcio non si inventa niente, bisogna programmare. Alla luce dei fatti considerato i costi della Serie D forse è stato meglio così perchè oggi per una salvezza tranquilla ci vogliono dagli 800.000,00 al milione mezzo di Euro. Naturalmente l'ideale sarebbe trovare un socio in grado di rinforzare anche la Società dal punto di vista economico".
L'ALLENATORE - "Con Campaner la società può dormire sonni tranquilli. "Ciccio" in questo biennio più l'annata precedente a Fontanafredda ha dimostrato di essere un vincente e gran conoscitore di calcio. Magari il gioco non è sempre bello, ma vi ricordo che anche gente come Conte e Allegri senza eccellere sul piano del gioco hanno vinto in tutto 9 scudetti".
LO STADIO - "Lo stadio è il nodo dolente. Mauro Lovisa era riuscito a cavalcare un sogno e cioè quello di portare il Pordenone in Serie B sfiorando addirittura la Serie A; ma come si poteva continuare a giocare in Serie B con 1000 spettatori a Lignano? Lovisa è stato un grande e come al solito tutti salivano sul suo carro quando vinceva e tutti quanti pronti a parlar male quando la Società è saltata. A questo punto - scherza - si può aggiungere che abbiamo uno stadio da 30.000 posti però nessuno sa dove sia ubicato. La verità è che lo sport di Pordenone è il basket, purtroppo è così. Onore a questa nuova società che con tanti sacrifici riesce ancora a far sventolare la bandiera neroverde in città. In ultimo un messaggio ai tifosi: bravi, dimostrate sempre di essere il dodicesimo uomo in campo".
