D'Angelo (All. Alessandria): “Nel calcio, come nella vita, ci vuole pazienza. Ed io ne ho in abbondanza…”
Al termine del match il tecnico grigio Luca D’Angelo, in sala stampa, ha commentato così.
Mister, come spiega il pessimo primo tempo della sua squadra?
“Secondo me non abbiamo iniziato così male. Loro erano in dieci sotto la linea della palla e sfido chiunque ad attaccare una difesa così. Questo senza nulla togliere a mister Foschi al quale, anzi, faccio i complimenti per l’organizzazione. Noi dovevamo muovere la palla e ci siamo riusciti anche bene, arrivando diverse volte sul fondo. Su una di queste azioni abbiamo segnato, senza mai rischiare. Nel secondo tempo loro si sono aperti per cercare il pareggio e per noi è stato più facile. Nel calcio, come nella vita ci vuole pazienza. Senza pazienza non si ha speranza di fare nulla di buono. Per fortuna io ne ho in abbondanza di pazienza. Ed anche i giocatori ne hanno, perciò andiamo avanti per la nostra strada”.
Se il primo tempo fosse finito 0-0 avrebbe comunque cambiato modulo?
“No – è la risposta secca del tecnico – perché avremmo fatto gol nel secondo tempo, comunque. Immaginate cosa sarebbe successo se avessimo subito il gol del pareggio dopo che io avevo inserito una punta quando già eravamo in vantaggio? Il calcio è bello perché ognuno ha il proprio punto di vista. Fino a trent’anni chiunque è convinto di poter fare il calciatore meglio dei calciatori veri. Dai trentacinque in poi, data l’età, tutti pensano di poter fare gli allenatori… Voglio, però, ringraziare i tifosi della curva, perché hanno continuato ad incitarci ed hanno sopportato il fatto che non riuscissimo a passare in vantaggio. Invito tutti a fare la stessa cosa, la squadra va incitata fino alla fine. Poi, se il risultato non è positivo, tutti hanno il diritto di dire la propria. Il mormorio che saliva da latri settori ad ogni passaggio un po’ più lento non aiuta di certo i giocatori. Finché insultano me non c’è problema, io sono in panchina e il danno, al massimo, lo faccio prima, quando metto giù la formazione”.
È d’accordo sul fatto che la svolta della gara è stato il gol nel recupero del primo tempo?
“Sicuramente il gol in quel momento è stato una mazzata, dal punto di vista psicologico, per i nostri avversari e benzina pura per noi. Ultimamente ci era spesso capitato il contrario, assaporando il gusto del gol e poi subirlo quasi subito”.
Come commenta, infine, la strana esultanza della sua squadra proprio sul gol di Cavalli, che si potrebbe definire quasi apatica?
“Io ho esultato, anche troppo. Volendo fare una battuta posso dire che in campo i giocatori erano stanchi, era la fine del tempo, faceva caldo, avevano corso molto. Vorrà dire che li allenerò anche ad esultare”.
