Il Sudtirol 4 mesi dopo - In Alto Adige (0-2) fu la prima del "Crociato" sulla panca neroverde
Quella a Bolzano con il Sudtirol, 29 novembre 2014, quindicesima di andata, fu la prima di Fabio Rossitto con il Pordenone in Lega Pro.
IERI E OGGI - In Alto Adige i neroverdi, ultimi e depressi, incassarono l'ottava sconfitta consecutiva (0-2). Le precedenti sette avevano condannato la "iena" Foschi a sua volta subentrato a Lamberto Zauli dopo la breve parentesi di Stefano Daniel. Allora scrivemmo: "Si chiama Rossitto e non san Fabio. Non sa fare i miracoli. Può solo ridare carattere alla squadra". Quattro mesi dopo il Pordenone è effettivamente un'altra squadra. Può anche perdere, ma è capace di lottare alla pari anche con squadroni come Alessandria e Como, battere chi gli stavanti in classifica come Albinoleffe, Lumezzane, Torres, Arezzo, Mantova e Renate. E, soprattutto, da giovedì non è più ultimo. La scomoda posizione che porta dritta in Lega D è stata lasciata alla Pro Patria.
NUMERI - Rossitto sabato (Bottecchia, 19.30) ritroverà gli altoatesini (decimi a quota 44 punti) che hanno 17 punti più del Pordenone, ma non vincono dallo scorso 8 febbraio (3-1 alla Cremonese) e in trasferta addirittura dal lontano 7 dicembre 2014 (1-0 a Mantova). I ramarri invece hanno alle spalle 2 vittorie consecutive (2-1 al Mantova, 1-0 a Renate). I numeri inducono a sperare.
ALTA TENSIONE - "Dei numeri - commenta Rossitto - non mi fido. Anzi, sono preoccupato. Con il Renate - spiega il Crociato -, pur vincendo, ho visto la squadra in calo. Fisico e mentale. La cosa non mi è piaciuta. E' vero che questa squadra può giocare alla pari anche con formazioni di medio alta classifica. Deve però mantenere sempre alti velocità, aggressività e attenzione. Se si rilassa - abbassa la testa - può essere battuta da chiunque". Per questo già da ieri il Crociato ha alzato ritmo e intensità degli allenamenti.
REALISTI E OTTIMISTI - "E' troppo importante - continua Rossitto - la sfida con il Sudtirol. Nessuno, nè in campo, nè fuori, deve pensare di aver ottenuto qualcosa solo perchè ci siamo messi la Pro Patria alle spalle dopo il lungo insguimento. Mancano 5 partite alla fine della stagione regolare e tutto può ancora succedere. I realisti come me restino sul pezzo per enerci i bustocchi alle spalle. Gli ottimisti se cercano ragioni per restare sul pezzo - conclude - mettano nel mirino il Lumezzane (4 punti sopra i ramarri) e il suo 17. posto che premia con la salvezza - conclude Fabio - nel caso di parità nei due incontri di playout".
