Pordenone Calcio: il ramarro migratore
Ramarro migratore dal mare ai monti.
Al Teghil di Lignano i neroverdi giocheranno le gare del torneo cadetto 2020-21 che il calendario assegnerà loro in casa. A Tarvisio svolgeranno dal 2 al 13 settembre il ritiro precampionato. A Pordenone verranno effettuati, al De Marchi, solo gli allenamenti, almeno sino a fine dicembre quando scadrà la proroga di un anno di concessione ed uso del centro sportivo. Proroga concessa per poter predisporre il nuovo bando di affidamento. Il De Marchi, centro d’eccellenza fa gola a più di qualche società anche del vicino Veneto. Auspicabilmente il Pordenone troverà argomenti convincenti per garantirsi la nuova concessione. Altrimenti non avrebbe molto senso impegnarsi nella costruzione del nuovo stadio proprio nei pressi del centro stesso.
Ieri intanto il general manager neroverde Giancarlo Migliorini e il direttore sportivo Emanuele Berrettoni, accolti dal sindaco Renzo Zanette, hanno effettuato un sopralluogo nella località montana scelta per il ritiro. Hanno visitato l’hotel Spartiacque dove alloggeranno giocatori e staff tecnico e il Polisportivo Comunale dove si svolgeranno gli allenamenti, ricavandone indicazioni oltremodo positive.
Il Polisportivo tarcentino è intitolato a Maurizio Siega, ex giocatore neroverde negli anni fra il 1981 e il 1987, scomparso prematuramente nel 2012 a soli 51 anni a causa di un male incurabile.
“Era un ragazzo generoso – lo ricorda il super tifoso-pittore Dario Rosolen – sia in campo che fuori. Un libero vecchia maniera che dava tutto per la maglia. Eravamo diventati amici. E’ venuto anche a cena a casa mia. Mi portava i funghi raccolti nella sua zona e spesso, finiti gli allenamenti al Bottecchia, veniva al mio negozio ad aiutarmi a spostare le cassette di frutta e verdura”.
Siega arrivò al Pordenone di Giuseppe Gregoris e Vittorio Fioretti proprio dalla Tarcentina nell’estate del 1981. Sulla panca neroverde sedeva Edoardo Reja. In organico, oltre a Siega, c’erano (in stretto ordine alfabetico) Cancian, Carlo, Da Pieve, Dolce, Dri, Fabris, Fantinato, Fava, Fortunato, Geissa, Marcellan, Mosolo, Paviotti, Perini, Pianca, Pillon, Ravioli, Rosi, Semenzato, Sorci, Vriz e Zavarise. Una corazzata per la C2 che però non riuscì ad esprimere tutta la sua potenza. Ne fece le spese Reja che fu tagliato per far posto a D’Alessi. I ramarri chiusero la stagione solo al dodicesimo posto. Siega fu uno dei pochi a salvarsi e resistette anche alle “rivoluzioni” degli anni successivi durante i quali si alternarono in panca Fongaro, Vignando, la coppia Flora-Franzon, Beniamino Cancian e nell’ultima sua stagione (86-87) Marino Lombardo rilevato poi da Ezio Vendrame.
L’omaggio all’indimenticato Maurizio sarà un ulteriore stimolo per i tifosi neroverdi più datati che vorranno raggiungere la Val Canale per vedere all’opera (Covid 19 permettendo) vecchi e nuovi ramarri che agli ordini del riconfermatissimo Attilio Tesser cercheranno di difendere il prestigio che il Pordenone si è guadagnato nel suo primo storico campionato di serie B con l’approdo alla semifinale playoff per la promozione in serie A.
