Pordenone Calcio: il virus dell’incertezza

08.05.2020 10:22 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Fonte: Dario Perosa - Gazzettino di Pordenone
Pordenone Calcio: il virus dell’incertezza

Il tanto atteso incontro fra i venti membri del comitato tecnico-scientifico del Governo Conte e i rappresentanti della Figc non ha in pratica prodotto i progressi che anche i protagonisti della serie B si attendevano. Esistono ancora dubbi sulla gestione della fase preliminare (mancanza di tamponi) e sulle misure da adottare in caso di nuovi contagi fra i tesserati. Il Comitato ha ricevuto il protocollo dalla Figc, lo studierà ulteriormente e poi farà la sua relazione al ministro della salute Roberto Speranza che si confronterà con il ministro dello sport Vincenzo Spadafora. In altre parole la palla (per restare in tema) passa al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte. 

Il nulla di fatto crea malumore e irritazione in tutta la cadetteria, compreso ovviamente a Pordenone. “La cosa peggiore – ha commentato Attilio Tesser – è lavorare nell’incertezza. Non sapendo quando potremo effettivamente riprendere gli allenamenti di squadra e soprattutto quando ricomincerà il campionato diventa estremamente difficile programmare il lavoro”. Tesser spera ancora che nei prossimi giorni i dubbi del Comitato tecnico-scientifico possano essere dissipati e che la ripresa degli allenamenti in forma collettiva possa essere confermata per il 18 maggio. Esiste però anche la possibilità che il campionato venga congelato definitivamente. E’ già successo per la Lega Pro. “Non credo – risponde il maestro – che si possa arrivare a tanto. In quasi tutti gli altri paesi d’Europa si va verso la ripresa dei campionati maggiori. Non vedo perché in Italia si debba decidere diversamente. Mi fa sorridere la tesi che vuole il mondo del calcio viziato e trattato in maniera privilegiata rispetto al resto del mondo del lavoro. Parlo di mondo del lavoro perché anche fare calcio è un lavoro. Chi non ci crede – suggerisce - deve venire a Pordenone a vedere come viene gestita la società e tutti i suoi dipendenti. I giocatori hanno famiglie da mantenere. Non mi riferisco però solo a loro, ma anche a tutti gli altri dipendenti, impiegati, magazzinieri che mandano avanti l’azienda Pordenone. Bloccare il campionato – sentenzia -sarebbe un grossissimo problema per tutti”.

In attesa che si situazioni si sblocchi i ramarri continuano a lavorare su tre dei rettangoli disponibili al De Marchi. Anche ieri erano tutti presenti a eccezione di Andrea Gasbarro che è rimasto a Livorno per la nascita del figlioletto Gianmarco e che dovrebbe ritornare a Pordenone nel fine settimana. “Lavorano tutti di buona lena – ci tiene a sottolineare Tesser - e lo fanno ovviamente in maniera individuale e a distanza. Per praticità sono stati divisi in gruppetti di tre o quattro e sono “spalmati” su tre campi del De Marchi. In tutti c’è la voglia di tornare a lavorare di squadra. Non sono degli irresponsabili. Sono tutti ragazzi con la testa sulle spalle e anche riprendendo ad allenarsi in maniera collettiva osserverebbero tutte le precauzioni necessarie per evitare rischi, per loro stessi, per i compagni, per tutto lo staff neroverde e – conclude il tecnico della storica promozione in serie B - soprattutto per le loro stesse famiglie”.