Pordenone Calcio: riflessioni di fine estate

06.09.2021 10:11 di Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio: riflessioni di fine estate

Sono stati dieci i palloni infilati dai neroverdi nel sacco del Fossalta Piave nella prima amichevole giocata a Basaldella di Vivaro sotto la guida di Massimo Rastelli, subentrato a Massimo Paci. Se il Pordenone giocasse nel campionato di Promozione come i volonterosi veneti non ci sarebbero dubbi sulla formazione favorita alla conquista del successo al termine della stagione 2021-22. Il fatto è però che i ramarri, come il popolo neroverde ben sa, militano nel campionato cadetto conquistato dopo un’entusiasmante e storica scalata sotto l’egida di Mauro Lovisa iniziata dall’Eccellenza friulana nel 2007. Non solo: quella cominciata lo scorso 21 agosto sembra proprio più una A2 per la consistenza e il blasone squadre che vi partecipano che una serie B, come del resto sottolineato più volte dallo stesso re Mauro.

CAPRI ESPIATORI - Massimo Paci, alla sua prima esperienza in cadetteria, per il suo entusiasmo e il suo tipo di gioco era stato presentato al momento dell’ingaggio come il tecnico adatto a guidare i neroverdi verso la conquista della salvezza. E’ stato invece silurato dopo le sconfitte subite in coppa Italia con lo Spezia (1-3) e in campionato con il Perugia (0-1) e la Spal (0-5). Battute che hanno relegato (per numero di gol subiti e per lo zero nella casella di quelli fatti) i neroverdi all’ultimo posto della graduatoria. Eppure i commenti dopo le amichevoli con l’Atalanta (1-2) e il Bologna (2-4) erano stati tutt’altro che negativi. Indubbiamente diversa e decisamente migliore è l’esperienza accumulata da Massimo Rastelli (ex Juve Stabia, Avellino, Cremonese e Spal) al quale lo scorso 31 agosto è stata affidato il compito di risollevare la posizione in graduatoria e soprattutto il morale dei ramarri. La doppia manita rifilata al Fossalta avrà auspicabilmente l’effetto di un ricostituente in vista della sfida da brivido del 12 settembre con il Parma di Gigi Buffon al Teghil di Lignano. Sarà il primo di un trittico di impegni che dovrà svelare se l’errore (ammesso per altro dalla stessa società) è stato commesso in occasione dell’ingaggio di Massimo Paci o nella costruzione della squadra durante l’ultima campagna acquisti-cessioni. Alcuni dei siti che si occupano di calciomercato hanno definito il Pordenone come la regina del mercato nella sessione conclusasi il 31 agosto scorso per il numero di operazioni effettuate sia in entrata che in uscita. Sarà solo il campo però a decretare se la nuova rosa neroverde è migliore di quella della passata stagione che dopo la rivoluzione di gennaio, unita alle difficoltà causate dal Covid e all’impressionante serie di infortuni aveva fatto scivolare i neroverdi dalla zona playoff a un passo dalla retrocessione in serie C. A farne le spese nell’occasione era stato Attilio Tesser che solo un anno e mezzo prima aveva guidato i ramarri verso la storica promozione in serie B e la conquista della Supercoppa di serie C e sette mesi prima li aveva portati ai playoff per la promozione nel massimo campionato poi persa con il Frosinone giocando in “casa” a Trieste. A Pordenone, come del resto nella stragrande maggioranza delle società italiane, a pagare gli errori di tutti sono i tecnici. Basta scorrere la storia del club per averne conferma.

AMARCORD - Il Parma, prossimo avversario al Teghil, fa tornare in mente anche la rabbia masticata dal popolo neroverde nella semifinale playoff giocata al Franchi di Firenze proprio contro i ducali. Gara persa ai rigori (5-6) nel giugno del 2017 dal Pordenone di Bruno Tedino (poi silurato pure lui!) dopo un rigore clamorosamente negato a Buratto negli ultimi minuti dei supplementari. Sarà una ragione di più per sperare in una clamorosa rivincita. Non sarà quella con i ducali l’unica super sfida di questo finale d’estate. Sabato 18 settembre i ragazzi di Rastelli saranno ospiti del Cittadella, tre giorni dopo arriverà a Lignano la Reggina e sabato 25 settembre saranno ospiti del Monza di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani.

TOCCA A SATANASSO - Il popolo neroverde si augura che vecchi e nuovi neroverdi diano l’anima per il loro nuovo tecnico che viene chiamato Satanasso, soprannome che nell’occasione appare veramente appropriato. Dario Perosa