Lo Zoom di M. Mazzarella: "Gira voce che Ezio sia morto; si stanno sbagliando tutti, gli immortali non muoiono mai!"

07.04.2020 09:58 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Lo Zoom di M. Mazzarella: "Gira voce che Ezio sia morto; si stanno sbagliando tutti, gli immortali non muoiono mai!"

Gira voce che Ezio sia morto: si stanno sbagliando tutti, gli immortali non muoiono mai!

Ezio odiava i funerali ed in generale tutte le cerimonie: conoscendolo ha finto di morire proprio nel periodo in cui questi non possono essere celebrati.

Ezio è sempre stato controcorrente, mai banale, sensibilissimo e al tempo stesso cinico, innamorato perennemente dell'amore.

I miei genitori erano amici di suo padre (stiamo parlando degli anni 60). Il papà di Ezio era un bravissimo parrucchiere di Casarsa e mia mamma andava con mio papà sempre e solo da lui. Io ed Ezio non ci conoscevamo direttamente, ma i nostri genitori fra loro parlavano di noi due che giocavamo a calcio; fra l'altro per uno di quei casi che capitano nella vita, abbiamo indossato entrambi la stessa maglia della Spal, anche se in tempi diversi; a Ferrara quando chiedevi di Capello i tifosi ti rispondevano che era un giocatore normale; se chiedevi di Ezio dicevano che era un fenomeno e gli venivano le lacrime agli occhi nonostante Ezio non avesse mai giocato in prima squadra.

Ho giocato contro di lui in Serie C in due derby: Clodia Sottomarina-Padova e in un'audace Verona (Ezio ha giocato anche a Verona) contro la mia Pro Patria; nel derby ha fatto numeri che solo lui sapeva fare; contro la Pro Patria ricordo che Stefano (Tacconi poi campione del mondo con la Juve) in una uscita si è fratturato un braccio andando ad incrociare proprio la testa di Ezio.

Dieci anni dopo nella stagione 1985-1986, diventato io D.S. del Pordenone mi è venuto in mente di ricostruire il settore giovanile allora completamente disintegrato. Parlai con l'allora Presidente Giuseppe Gregoris della mia idea; Gregoris mi disse:

"bene chi vuoi prendere come responsabile?"

Ed io risposi convinto: "Ezio Vendrame".

Giuseppe abbassò gli occhi, li rialzò e mi disse:

"Non so chi di voi due sia il più pazzo, però (sorridendo) prendilo subito!".

Il "Pazzo" era comunque detto in senso simpatico (anche il Presidente era un estroso); in due anni insieme all'amico Michele De Rosa ed Ezio abbiamo ricostruito il settore giovanile e vinto il titolo regionale nella categoria allievi e arrivammo addirittura terzi in Italia con la categoria giovanissimi (allenati proprio da Ezio), unica squadra di Serie C ammessa alle finali dietro Bologna e Napoli a pari merito con il Torino!

Potrei raccontare mille aneddoti di Ezio, ma ne racconto solo uno.

Io e Ezio portammo il centravanti dei giovanissimi Fabbro in prova al Milan. Arrivati sul campo di allenamento a Milanello il "barone" Liedholm vede Ezio, lascia i suoi giocatori, si avvicina e lo abbraccia e chiede: "Ezio come mai sei qui?"

Ed Ezio:

"Maestro sono venuto con l'Avvocato (ero io ovviamente) a portare un giocatore in prova".

Il Barone:

"Lo hai allenato tu Ezio?".

"Si maestro" rispose Ezio e Liedholm:

"Allora è sicuramente bravo!".

Fabbro lo vide anche Ariedo Braida allora D.G. del Milan e così grazie ad Ezio riuscimmo a venderlo al Milan!

Tutti i più grandi giornalisti sportivi del tempo, su tutti Beha e Mura lo amavano.

Aarei tante altre cose da dire ma per il momento...

mandi Ezio...

Alla Prossima

Avv. Maurizio Mazzarella