Pordenone Calcio: è un ramarro multietnico

20.07.2021 08:47 di Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio: è un ramarro multietnico

Il Pordenone di matrice friulana sembra destinato a rimanere solo un proposito nella fantasia di Mauro Lovisa. Sono in arrivo infatti altri due giocatori di origini straniere. Si tratta del difensore Hamza El Kaouakibi, nato a Bentivoglio in provincia di Bologna nel 19998, ma di origini marocchine e di Tomasz Kupisz, centrocampista polacco, nato a Radom nel 1990.

Secondo i siti specializzati in movimenti di mercato il Pordenone avrebbe già raggiunto gli accordi rispettivamente con Bologna e Salernitana per il loro passaggio alla corte di re Mauro. I due sarebbero infatti attesi per la firma sui contratti che li legherebbe ufficialmente al sodalizio neroverde per poi raggiungere i compagni nel ritiro di Tarvisio dove Paci sta già allenando il polacco Adam Chrzanowski, il rumeno Mihael Onisa, il croato Karlo Butic, il camerunense Frank Tsadijout nato a Perugia e Davis Mensah, nato a Bussolengo (Verona), ma di origini ghanesi.

Gli altri ramarri attualmente in rosa sono italiani. Giacomo Bindi è nato a Siena, Gaetano Fasolino a Bologna, Alberto Barison a Dolo, Alessandro Bassoli a Bologna, Michele Camporese a Pisa, Nicola Falasco a Piove di Sacco, Matteo Perri a Roma, Mirko Stefani a Borgo Valsugana, Kevin Biodni a Catania, Freddi Greco in Madagascar, ma è di nazionalità italiana, Gianvito Misuraca a Palermo, Simone Pasa a Montebelluna, Matteo Rossetti a Saluzzo, Luca Tremolada a Milano, Roberto Zammarini a Torricella del Pizzo e Patrick Ciurria a Sassuolo. In regione sono nati solo Pietro Passador (Pordenone), Samuele Perisan (San Vito al Tagliamento), Luca Magnino (Pordenone), Aldo Banse (San Vito al Tagliamento), Fderico Secli (Udine) e Alessandro Vogliacco nato a Trieste, città che non si considera proprio friulana come hanno dimostrato la scorsa stagione i tifosi dell’Unione quando hanno osteggiato l’accordo fra il Comune giuliano e il Pordenone per l’utilizzo del Rocco come rettangolo di casa dei neroverdi.

La multietnicità ormai non è certamente più una caratteristica rara nelle squadre di calcio. Per i tifosi di oggi più che le origini dei giocatori conta il loro attaccamento ai colori sociali. Gli esempi più lampanti fra i neroverdi sono Mirko Stefani, Gianvito Misuraca, Roberto Zammarini. Auspicabilmente anche i nuovi arrivati sapranno calarsi nella realtà regionale e ancora più auspicabilmente in quella provinciale quando verrà risolto pure il problema stadio. Lo ha sottolineato di recente anche il fan club PN Neroverde 2020 che in riferimento all’accordo triennale raggiunto da Lovisa e soci con il Comune di Lignano per l’utilizzo del Teghil sul suo sito ha ricordato che “Pordenone deriva dal latino Portus Naonis, porto sul fiume Noncello. Non sul Tagliamento, non in una pineta, non sulle rive di una spiaggia sabbiosa”. L’amore per i colori ha poi messo in secondo piano anche la protesta e domenica Ponticiello e compagni erano presenti in forza alla prima dei ramarri a Lignano.