Pordenone Calcio, Paci: "Qui c'è la cultura del lavoro; mi sento a casa mia" (VIDEO)

05.06.2021 09:30 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Pordenone Calcio, Paci: "Qui c'è la cultura del lavoro; mi sento a casa mia" (VIDEO)

“Non mi aspettavo di avere una chance così importante in serie B. Proprio per questo però ho grande carica ed energia da mettere a disposizione del club che ha avuto fiducia in me”.

Sono state queste le prime parole di Massimo Paci, presentato ufficialmente ieri mattina al De Marchi, apparso subito buon comunicatore e tecnico intraprendente, desideroso di sfruttare al massimo l’opportunità che gli è stata offerta.

"Ringrazio la famiglia Lovisa – ha aggiunto poi il giovane tecnico (nato a maggio del 1978, ndr) e prometto di adeguarmi alla filosofia del lavoro del presidente, uomo di grande carisma. Sono un allenatore che opera sin dal mattino presto, quindi qui mi sento a casa mia”.

Paci deve prendersi la sua rivincita nei confronti di un destino che da calciatore non gli ha certo assicurato quanto meritava. Nel 1998, appena ventenne, reduce da una buona annata in serie B con l’Ancona, venne prelevato dalla Juventus campione d’Italia e finalista in Coppa Campioni d’Europa. Un infortunio dopo appena tre settimane dal suo arrivo in bianconero lo bloccò costringendolo, dopo una degenza in ospedale di due mesi, a ripartire dalla terza serie. Dimostrando grande carattere non si arrese e riconquistò prima la serie B nel 2003 a Terni per poi calcare nuovamente i rettangoli della serie A a partire dalla stagione successiva con la casacca del Lecce, dell’Ascoli, del Parma, del Novara e del Siena. Ha giocato la sua ultima stagione nel 2015 in serie C a Pisa per iniziare poi, nello stesso anno quella di tecnico in Eccellenza con la Civitanovese. Ha proseguito il suo percorso a Montegiorgio con la promozione in serie D, a Forlì e la scorsa stagione a Teramo in serie C portando i diavoli biancorossi sino ai playoff (sconfitti dal Palermo). Aggressività e verticalizzazioni sono le caratteristiche delle squadre allenate da Paci.

“Il mio modello – rivela – è Jurgen Klopp. Non amo il possesso palla, mi piace un calcio intenso e aggressivo con veloci verticalizzazioni”.

Paci ha dimostrato di avere le idee chiare anche su ciò che pretenderà dai giocatori alle sue dipendenze.

“Indipendentemente dai moduli di gioco che dipenderanno dagli uomini che avrò a disposizione al termine del mercato estivo – ha detto infatti – io vorrò vedere sempre a fine gara giocatori sporchi ed esausti. Partiamo – giudica - da una buona base composta da elementi prevalentemente giovani, atleti di grande spessore umano. Sono certo poi che la società per il ritrovo (5 luglio) e il successivo ritiro di Tarvisio mi metterà a disposizione il miglior gruppo possibile. Sarà poi compito mio farlo rendere al massimo possibile”.

Le sue ultime parole della prima giornata al De Marchi sono state per i tifosi.

“L’entusiasmo e la carica che arriva dai supporters – ha detto – sono armi fondamentali per una squadra come la nostra soprattutto nella fase di riconquista della palla. Sarò soddisfatto solo quando – ha concluso il neo tecnico neroverde - giocatori in campo e tifosi sugli spalti saranno legati da un’anima sola”.