Calcio a 5: ancora botti di mercato per Maccan Prata

29.07.2022 10:31 di Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Calcio a 5: ancora botti di mercato per Maccan Prata

Quinta “bomba” di mercato per il Maccan Prata, che è entusiasta di poter annunciare l’ingaggio del laterale Eric Mendes da Silva, proveniente dal Pescara. Classe ’88, nativo di San Paolo ma in possesso del passaporto italiano, Eric è approdato in Italia nel 2012 fra le file del Chieti, in A2. Quindi, dopo le parentesi ai Canottieri Lazio e nei calabresi dell’Odissea 2000, la consacrazione al Montesilvano, con cui nel 2015 esordisce nella massima serie dopo aver trascinato gli abruzzesi alla promozione. Quindi le tappe ad Augusta, in Sicilia, e in Campania alla Sandro Abate e a Fuorigrotta, prima delle esperienze alla Colormax Pescara, all’Active Network di Viterbo, alla Cormar Polistena e, da ultimo, al Pescara 1997, erede dell’Acqua&Sapone. Con i biancazzurri, lo scorso anno, la qualificazione ai play-off scudetto, dopo il settimo posto nella stagione regolare. Il suo ruolo è quello di laterale offensivo, con grandi caratteristiche a livello tecnico. Col Maccan scende per la prima volta in serie B, ma con un obiettivo ben preciso. «Sono venuto per vincere il campionato – incalza il giocatore − e sono sicuro di poter dare un contributo alla squadra». Per la società giallonera un colpo tutt’altro che facile, vista la concorrenza di svariati club della stessa massima serie.

Non solo. Più che un arrivo, un ritorno. Un gradito ritorno. Dopo tre anni altrove, il Maccan Prata è felice di comunicare l’acquisto del portiere Federico Verdicchio, proveniente dal Villorba. Classe 2001, l’estremo difensore di Maniago ha cominciato i propri passi nel calcio a 5 nel team coltellinaio, seguendo le orme del padre, l’“immortale” Stefano Verdicchio. Un anno in Pedemontana, quindi un anno a Prata nella stagione 2018/2019, dove si mette subito in mostra: l’ottimo percorso con l’under-19 e gli exploit in prima squadra in tandem con Marchesin per l’infortunio dell’allora portiere titolare Bastini gli valgono la chiamata a Villorba, in A2. Lì scala le gerarchie, esordendo in prima squadra nel 2020 e dividendosi l’ultimo campionato nella serie cadetta con il collega Venier. E dire che il primo impatto col mondo del pallone l’aveva avuto, nel calcio a 11, come esterno d’attacco. «Sicuramente sono fortunato ad essere abbastanza alto – si descrive Verdicchio –, ma oltre ad avere leve lunghe sono anche rapido e mi piace essere aggressivo, andare a cercare la palla; in altre parole mi piace affrontare l’avversario, ma muovendomi in base a quello che fa lui. Un po’ come mio padre, al quale mi sono sempre ispirato». Idee chiare anche sui motivi per cui ha scelto Prata. «Mi hanno convinto le ambizioni della società – prosegue –, che poi in realtà concordano con le mie: entrambi puntiamo a fare il salto di qualità e vogliamo andare assolutamente il più avanti possibile dappertutto. In più a Prata ci sono già stato, e ci sono stato bene: e dove si è stati bene si torna sempre volentieri».

Altro ritorno nel mercato del Maccan Prata: dopo quattro stagioni, anche Mattia Fabbro torna a vestire il giallonero, impreziosendo la rosa di mister Sbisà. Laterale classe ’94, Fabbro era approdato a Prata all’epoca della prima stagione in serie B, nell’estate del 2017. In precedenza aveva già debuttato in categoria con il Palmanova, dopo aver mosso i primi passi nel mondo del futsal nell’under-21 della New Team guidata nientemeno che dallo stesso Sbisà. Quindi, archiviata la prima esperienza in maglia Maccan, un biennio al Pordenone e uno all’Udine City, sempre ad alti livelli, con due qualificazioni ai play-off e una finale raggiunta. Ora di nuovo il giallonero. «Per me è l’occasione per tornare a competere per vincere un campionato – dichiara Fabbro –. È chiaro a tutti il tipo di stagione che dobbiamo andare a fare e le ambizioni della società sono state un elemento che mi ha convinto. L’altro è il fatto di conoscere bene mister Sbisà, l’allenatore che ho avuto nei miei primi anni di calcio a 5». Un laterale «pulito», così si definisce: «una volta ero più offensivo, ora un po’ più difensivo; un giocatore che cerca di non sbagliare tanto, ma che non cerca neanche le grandi giocate». Aspetti di umiltà che non possono che far bene anche all’ambiente.