Ezio Vendrame, chi era il Kempes del Pordenone

05.04.2020 09:11 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Roberto Vicenzotto
Ezio Vendrame, chi era il Kempes del Pordenone

Ezio Vendrame è morto ieri, in seguito all’aggravarsi di una malattia nella sua residenza in provincia di Treviso.

Nato a Casarsa della delizia il 21 novembre 1947, dopo le giovanili nell’Udinese è stato calciatore di Spal Ferrara, Torres, Siena, Rovereto, Vicenza, Napoli, Padova, Audace Sme, Pordenone, Azzanese e Casarsa.

Chiusa la carriera, Herrera voleva portarlo a Los Angeles, perché giocasse con George Best. Come c’è stato pure un emiro che gli propose un contratto da favola, pur che andasse a spallonare per lui. Non accettò né questo, né quello.

Da allenatore ha lavorato soprattutto con i ragazzi, a Pordenone, Venezia, Casarsa e Centro giovanile Sanvitese. In città aveva anche aperto una scuola calcio con Michele De Rosa. Della Tilaventina è stato tecnico della prima squadra un anno, quando i rosacelesti ottennero la loro prima promozione dalla Terza alla Seconda categoria (1991-‘92).

Come hobby suonava la chitarra, dipingeva e scriveva poesie, oltre ad aver pubblicato una quindicina di libri di buon successo: Io di nascosto, Senza alcun anticorpo, Inamovibilità di un marchio, Quel che rimane... Le non poesie di un non poeta, Un farabutto esistere, Le cose della vita, Se mi mandi in tribuna, godo, Dio Zigo pensaci tu (con Gianfranco Zigoni), Vietato alla gente perbene, Il mio cuore stuprato, Una vita fuorigioco, Calci al vento, Il mio miele ti avvelenerà, Via Quarto 49, Capolavoro dell'inutile. Da tempo un editore pordenonese possiede un suo nuovo testo, che non è ancora stato pubblicato: facilmente vedrà la luce a breve.

Molto dopo che Vendrame era uscito dalle scene, non sono mancati echi della sua figura quasi mitica. Ci sono i dischi di Filippo Andreani, cantautore di Como che già nella sua prima incisione immortalò un “Io, fra Mazzola e Rivera, avrei scelto Vendrame”. Poi, nel secondo cd, riuscì ad avere la voce di Ezio con un recitato vibrante all’ultima traccia. Da alcuni anni è attivo a Pescara un gruppo musicale, anzi “malcomplesso” come vogliono identificarsi, che si è dato nome I Vendrame. I Tetes de bois hanno cantato un suo scritto, Nicola Costanti ha musicato la sua poesia “Io, non lui”.

In ambito calcistico, fra i più degli 8 mila abbonati del Vicenza, nel tifo organizzato biancorosso è stata istituita la Brigata Vendrame. Ad ogni partita viene esposto il suo vessillo, con l’effige del barbuto idolo. Ognuno di loro indossa una sciarpa che sul davanti ha il nome del gruppo e, sul retro, una poesia firmata Ezio.

Richiami al suo passato si trovano persino in Argentina. Dove è stato pubblicato il libro “Los futbolistas màs fascinantes de la historia”, con 22 ritratti di calciatori a livello mondiale (come Cantona, Garrincha, Andrade, Higuita e Socrates). Sono “schedati” 3 italiani: Gigi Meroni, Giorgio Chinaglia e, appunto, Ezio Vendrame. Didascalia per lui: la pelota como alternativa al homicidio.