Pordenone Calcio, Bolzonello: "Il Pordenone deve essere l'Atalanta di serie B"

25.03.2021 08:30 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio, Bolzonello: "Il Pordenone deve essere l'Atalanta di serie B"

“Forza ramarri, forza neroverdi, forza Pordenone”.

Sergio Bolzonello tifoso numero uno e “pater patriae” del club neroverde rispolvera il motto che usava il mitico Aldo Casotto, storica voce del sodalizio naoniano negli anni fra il 1970 e 1980 per salutare l’ingresso in campo al Bottecchia dei ramarri. Lo fa per incoraggiare Stefani e compagni alle prese con l’avversario più ostico e pericoloso: il Covid 19.

SALVEZZA RAGGIUNGIBILE – Avendo passato pure lui qualche giorno in compagnia del virus Bolzonello sa perfettamente quanto possa essere complicata la ripresa.

“Con tanti contagi – afferma l’ex sindaco riferendosi agli undici giocatori risultati positivi – non sarà facile ritornare in fretta alla normalità. In un modo o nell’altro però bisognerà farlo perché nelle nove partite della stagione regolare che restano da giocare (compreso il recupero con il Pisa, ndr) sarà necessario incassare almeno nove punti, meglio se saranno undici – si corregge -, per evitare di essere invischiati nella lotteria dei playout”.

Il Bolzo (come lo chiamano i tifosi neroverdi) è sicuro che Stefani e compagni ce la faranno.

“Convinzione – si spiega – nata dal fatto che, nonostante gli infortuni, i contagi e le avversità patite negli ultimi tre terribili mesi, sono 5 i punti di vantaggio sulle formazioni che occupano il quint’ultimo posto (Cosenza e Reggiana a quota 29, ndr). Un margine rassicurante costruito – spiega il Bolzo – sulla comunione d’intenti che si è creata fra presidente, dirigenza, staff tecnico e giocatori, tutti determinati a raggiungere l’obiettivo prestabilito in precampionato che per quest’anno è la salvezza”.

NUOVA POLITICA SOCIETARIA - In verità nel girone di andata il popolo neroverde, viziato dalle imprese della truppa di Attilio Tesser nelle due stagioni precedenti (promozione in B nel 2019 e semifinali playoff per la promozione in serie A nel 2020), si era illuso di poter assistere a una storica promozione in serie A. Al giro di boa infatti i ramarri erano arrivati a stretto contatto con la zona playoff. Poi nella finestra di mercato di gennaio la società ha deciso di fare cassa cedendo al Monza Davide Diaw capocannoniere del campionato con dieci gol al suo attivo.

“Sì – annuisce Bolzonello -, ho sentito e letto critiche feroci al riguardo, ma la cessione di Diaw è stata giusta e opportuna perché aiuterà la società a raggiungere il suo scopo, ovvero conservare la categoria con una squadra ringiovanita e un bilancio accettabile. Operazioni di questo genere – professa la sua convinzione il pater patriae neroverde – devono diventare la normalità per la società. L’ideale sarebbe portarne a termine almeno un paio a stagione. In altre parole – sorride – diventare la nuova Atalanta di serie B, società capace di acquisire giovani promettenti da valorizzare per poi cedere. Almeno sino a quando la situazione economica non sarà tale da poter cominciare a programmare un nuovo salto di categoria”.

IL VALORE DI RE MAURO – Sergio Bolzonello è sempre stato vicino al Pordenone anche se negli ultimi tempi in particolare non sono mancati momenti di tensione con l’amico Mauro Lovisa, in particolare dopo il gran rifiuto del patron neroverde a trasferirsi al Tognon di Fontanafredda preferendo come rettangolo di casa il Teghil di Lignano.

“Vero – riconosce il consigliere regionale -, ma devo ammettere ancora una volta che forse ha visto giusto perché il Teghil sembra offrire opportunità di sponsorizzazioni decisamente superiori, compresa quella offerta dall’amministrazione cittadina della località balneare. Il calcio dei professionisti va gestito come un’azienda. Mauro ha lavorato quattordici anni per portarlo sin qui dai dilettanti e sta dimostrando – è il riconoscimento dell’amico Sergio per l’amico Mauro - di avere le idee chiare anche per mantenerlo a questi livelli”.