Pordenone Calcio: il personale derby del vicesindaco Loperfido

05.05.2022 11:08 di Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Giuseppe Palomba
Pordenone Calcio: il personale derby del vicesindaco Loperfido

Ieri al Tognon c'è stato un primo sopralluogo tecnico per cominciare a trasformare l'impianto di Fontanafredda nella nuova casa del Pordenone 2022/23 in serie C. Servirà un milione di euro di (ulteriore) investimento regionale per essere abilitati alla C, in particolare per tornelli, sala stampa, spazi per tifosi ospiti e illuminazione (ai fini delle riprese televisive). L'auspicio è che tutto sia pronto a fine ottobre, restando quindi i ramarri al Teghil di Lignano per la Coppa Italia e le prime gare stagionali di campionato.

TRASFERTA - Il Pordenone deve ancora disputare la sua ultima gara di questa tribolata stagione. Lo farà nello Stadio di via del Mare di Lecce che avrà luogo venerdì (fischio d’inizio alle 20.30), ma la sua sorte è già decisa da tre turni. Sulle maglie speciali ci sarà il "grazie" a Stefani e Bindi che lasciano. Ad attenderlo c'è il Lecce primo in classifica nel più classico dei testa coda con i salentini primi con 68 punti e i ramarri ultimi con 18. I lupi sono reduci da una clamorosa sconfitta (1-2) al Menti di Vicenza mentre i ramarri non sono andati oltre un pareggio (3-3) nell'ultima ufficiale al Teghil contro il Crotone. Saranno piu' di 20 mila i tifosi giallorossi presenti sulle gradinate per spingere i salentini verso la serie A. Sarà invece formata dai soliti 11 afecionados del PN Neroverde 2020 la rappresentanza neroverde in Puglia che dopo la polemica attraverso i propri canali social potranno appendere il loro striscione in un settore a loro destinato. Ad essi si aggiungerà un tifoso speciale perchè se per i ramarri sarà l'ultima partita in serie cadetta, Pordenone-Lecce per lui non è una partita banale.

"Con madre leccese, vivo in Salento 3 mesi l'anno. E' la mia seconda casa." - ha affermato il vicesindaco Loperfido - "Seguo da sempre le geste sportive dei giallorossi. Ero in piazza Piazza Mazzini - ricorda - insieme a decine di migliaia di leccesi nell'85 quando la squadra di Fascetti conquistò la prima storica Serie A. Lecce-Pordenone è la partita che sognavo sin da piccolo, quando d'estate in vacanza giocavo a calcio con mio cugino dove lui "era" il Lecce ed io il "Pordenone". Sarà una bellissima emozione. Il nostro destino è scritto, ma siamo comunque orgogliosi dei 3 anni di B. Per i giallorossi incrocio le dita e mal che vada sabato mattina saro' a colazione con Pasticciotto in Pizza Sant'Oronzo!".

TEMPI - Emanuele ha vissuto in gradinata fra gli ultras l'esponenziale crescita del ramarro degli ultimi anni ma non nasconde l'amarezza di questa retrocessione.

"Dispiace moltissimo. Sin dall’inizio campionato si è respirata un’aria negativa. Il progetto illustrato la scorsa estate era ambizioso ed avvincente. Neanche la rivoluzione del mercato invernale è riuscita a dare quella sferzata che serviva. Sono annate così. Un’annata storta dopo anni in cui siamo stati abituati a vittorie, promozioni, scudetti. Ci puo' stare dopo 3 anni in serie B".

Loperfido smette per un momento i panni del super tifoso e veste quelli dell’esperto.

"L'importante - aggiunge - è rialzarsi tutti assieme e riportare in alto il Pordenone ognuno nel suo ruolo: società, amministrazioni e tifosi. La società ha un patrimonio inestimabile con un centro sportivo invidiato da tante società di A e B. Questo grazie ad un Presidente che da sempre ha puntato sul settore giovanile quale luogo di educazione e formazione, indipendentemente dall’aspetto competitivo. uNA società professionistica inoltre è come quelle aziende, anche locali, che per fare il salto di qualità hanno dovuto fare quel passaggio manageriale, da azienda a conduzione familiare ad azienda dotata di management anche esterno. Cosa ammessa anche da Lovisa dove probabilmente in futuro farà un passo indietro rispetto alla gestione sportiva. Certo, sarà sempre dietro le quinte, d’altronde solo uno come lui poteva portare il Pordenone ai livelli odierni e mai vissuti in 100 anni di storia neroverde".

STADIO - "Tornando a giocare vicino a casa sono convinto che ci sarà riavvicinamento anche con quei tifosi che hanno avuto difficoltà ad assistere alle partite durante il lungo esilio di Lignano. Legame che, tra restrizioni Covid e trasferta è stato messo a dura prova. Anche se, sia chiaro, la scelta di Lignano era inevitabile per la società."

Visti i lavori di adeguamento imposti dalla serie C, tuttavia, difficilemte l'impianto potrà essere pronto per l'inizio della stagione (agosto), che potrebbe quindi riprendere temporaneamente ancora a Lignano.

"Personalmente - conclide l'amministratore tifoso - "Mi auguro di vedere i ramarri da subito protagonisti e nuovamente vicini alla città ed ai suoi tifosi. I tavoli di lavoro sono stati avviati da tempo. Ho fiducia".