Pordenone Calcio: il tifo torna a parlare e si divide...

26.01.2024 17:26 di Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Pordenone Calcio: il tifo torna a parlare e si divide...

Dopo mesi di silenzio e soprattutto di assenza di calcio in città, è tornato a far sentire la sua voce il PN Neroverde 2020. A tenere banco è la questione legata al marchio della società neroverde. Sembrava raggiunto un primo accordo per la cessione del "simbolo" al Municipio con la curatela fallimentare rappresentata da Gianluca Vidal che aveva avviato l'iter per inventariare e fare in modo da affidare marchio al Comune di Pordenone, proprietario anche del De Marchi. La situazione invece a tutt'oggi è ancora in fase di stallo. "Febbraio è dietro l'angolo e dopo quasi 7 mesi dalla sparizione del Pordenone Calcio ancora non si vede una seria progettualità per il futuro del calcio cittadino". - si legge nel comunicato del fan club cittadino - "La polisportiva col Fontanafredda non scalda i cuori, anzi svilirebbe l'appartenenza cittadina. Le cordate non si vedono. Non quelle africane, ma quelle locali. Le notizie latitano e il silenzio uccide ogni giorno che passa l'interesse e la passione. Si spendono 20 milioni per un progetto per il solo dilettantismo e se ne sono buttati almeno 5 in un progetto di rinnovo di stadio nato vecchio e inadeguato che solo le disgrazie della Triestina hanno salvato dalla definizione perfetta di "cattedrale nel deserto". Ora - continua la nota - si aggiunge un altro deserto: il disinteresse assoluto sul marchio della squadra cittadina. Che a sua volta si somma all'immobilismo della classe politica che sembra ormai impaludata sulla soluzione che salvi capra e cavoli (continuazione dell'utilizzo del Tognon, ingestibile da una squadra dilettantistica, e un Pordenone Calcio che magari non si chiamerà più così, come si può desumere dalle parole del presidente Muranella che giustamente non vuole svendere la storia del Fontanafredda). Dunque apparentemente nessuno vuole farsi avanti per il Pordenone Calcio. Tacciamo per carità di patria sul valore gonfiato di un bene immateriale che ad oggi vale meno di 10000 euro. Ribadiamo che il valore del marchio dipende solo ed esclusivamente dalla proprietà di uno stadio perché, come si è vista in diverse occasioni, quando la nave affonda tutti scappano e il valore cade a zero. Rimaniamo alla finestra in attesa di notizie degne nota, di una stampa locale che si attrezzi per andare a pungolare i soggetti istituzionali che hanno l'obbligo morale di trovare soluzioni e che si scoprano i nomi di chi, ad oggi, ha un vero interesse nei confronti del Pordenone Calcio".

La mancanza di una squadra ha portato non poco sconforto in città tra tutti gli appassionati di calcio. Il tifo organizzato ha riversato le sue attenzioni sul futsal gremendo gli spalti del PalaFlora a sostengno del Diana Group Pordenone Calcio a 5. I più moderati ovvero quelli della tribuna hanno spostato le loro attenzioni sul volley con la Tinet Prata che da quest'anno gioca le gare interne al Palacrisafulli. Sempre al Forum sono in centinaia che hanno scelto di affiancare e rinforzare i "Fedelissimi". Nel noto gruppo a sostegno della palla a spicchi cittadina c'è anche Pablo e il suo urlo "Forza Pordenone!", proprio come faceva nel suo amato Bottecchia. Ha seguito il ramarro per ben oltre 70 anni ma ha anche dichiarato nel corso del TGM Sport di seguire il basket da 50 anni, sport a lui molto cari e che gli danno un forte senso di appartenenza cittadina. Di recente ha partecipato con il fan club alla trasferta vincente di Verona che ha portato la squadra al secondo posto della serie B interregionale. A fine gara immancabile il suo urlo tra tanti: "Andiamo in serie A!".

Come lui chi spesso si reca al Palacrisafulli a seguire la Horm è il sindaco Ciriani.

"Se mi ci si vede spesso vuol dire che mi diverto" - ha detto il primo cittadino al TGM Sport - "C'è spettacolo, entusiasmo ed un clima piacevolissimo. Questa squadra oggi rappresenta la bandiera di Pordenone. Una icona da preservare, dobbiamo difenderla e cercare di portare sempre più gente al palazzetto in modo che la squadra possa sentire tutto il calore della nostra città. Dall'altro lato la città deve essere orgogliosa della squadra perchè oggi proietta il nostro nome fuori dai confini cittadini".