Pordenone Calcio: ramarri fra passato, presente e futuro

09.10.2021 08:28 di Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Pordenone Calcio: ramarri fra passato, presente e futuro

Di una scossa hanno decisamente bisogno i neroverdi perché la loro situazione critica attuale non rappresenta solo il punto più basso della gestione Lovisa, come sottolineato dallo stesso re Mauro, ma anche in generale. Sono sessantasei anni infatti che una formazione del campionato cadetto non subisce tanti gol (sono 19 i palloni finiti nel sacco neroverde) nelle prime sette giornate. Il poco edificante record appartiene alla Salernitana che nella stagione 1955-56 subì 20 gol nei primi sette incontri. Anche i campani allora erano ovviamente ultimi in classifica e a fine campionato retrocessero in serie C. In società si cerca di guardare avanti confidando appunto nella reazione della squadra che deve trovare quanto prima il modo di riversare sul campo nelle gare ufficiali ciò che apprende durante la settimana in allenamento. Mauro Lovisa è convinto che Massimo Rastelli e i suoi uomini rialzeranno la testa  già in occasione della sfida con la Ternana. Intanto lancia messaggi positivi. Va certamente considerato anche sotto questo punto di vista il post pubblicato sui social neroverdi indirizzato ad Alessandro Ciriani. “Il presidente Mauro Lovisa, i soci, i dirigenti e tutti i collaboratori del Pordenone Calcio – si legge nel messaggio - si congratulano con Alessandro Ciriani, confermato sindaco di Pordenone. Formuliamo i migliori auguri di “buonlavoro” al sindaco e a tutta la sua squadra. Siamo certi che saranno attenti interlocutori  ai temi infrastrutturali, sportivi, giovanili e sociali su cui il Club è impegnato quotidianamente, con l’obiettivo di garantire i migliori servizi possibili, in particolare, ai tifosi, ai tesserati del Settore Giovanile e alle loro famiglie”.  Non si menziona al momento la realizzazione di un nuovo stadio entro i confini comunali, ma l’obiettivo rimane quello. Certo per dare consistenza alla volontà di tornare a casa dopo le esperienze di Udine, Trieste e Lignano, bisogna almeno conservare un posto nel campionato cadetto perché retrocedendo in serie C tornerebbe d’attualità, poco gradita peraltro allo stesso Lovisa, di giocare al Tognon di Fontanafredda ristrutturato per ospitare incontri di serie C con i soldi della Regione e dei comuni di Fontanafredda e Pordenone.