Pordenone Calcio, Rossitto: "Vi racconto l’uomo Maradona"

27.11.2020 08:30 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio, Rossitto: "Vi racconto l’uomo Maradona"

“Maradona? E’ stato il cuore pulsante di Napoli, ma anche un vera icona del calcio per tutto il mondo”.

Fabio Rossitto, uno dei giocatori e dei tecnici più amati dal popolo neroverde, non nasconde il turbamento che gli ha provocato la morte di Diego Armando Maradona.

“Con la sua scomparsa – spiega il suo stato d’animo – si chiude definitivamente l’era di un calcio che ho avuto la fortuna di conoscere durante la quale la tecnica e lo spettacolo aveva il sopravvento sulla tattica”.

Rossitto ha appreso la notizia mentre è ancora a casa, bloccato dal Corona virus.

“Sì – conferma -, ma sto molto meglio e non vedo l’ora di riprendere a lavorare in campo”.

Intanto il derby fra il Chions (la squadra che attualmente allena) e la Manzanese (che ha allenato sino alla scorsa stagione portandola in serie D) è stato nuovamente rinviato a causa dei contagi da Covid.

“Ho avuto modo – riprende il crociato – di rivedere tutti i filmati riproposti dalle televisioni su Maradona e ammetto di essermi emozionato. Non ho avuto la fortuna di incontrarlo sul campo perché quando feci il mio esordio nell’Udinese (a 18 anni contro il Bologna il 17 gennaio 1990, ndr) i bianconeri avevano già incontrato il Napoli. Posso però dire di averlo conosciuto cinque anni dopo, quando fui ingaggiato dal sodalizio partenopeo (con il quale in due stagioni collezionò 53 presenze e realizzò due gol, ndr). Lui era già fisicamente tornato in Argentina, ma il suo spirito era ancora ben saldo alle falde del Vesuvio. Me ne resi conto appena sceso dall’aereo mentre mi portavano a fare le visite mediche di rito. I suoi ritratti sulle facciate delle case, le foto nei ristoranti, i servizi proposti con cadenza giornaliera sulle emittenti private testimoniavano e testimoniano tuttora l’amore dei napoletani per il loro idolo. Di lui – continua a raccontare Fabio – parlavano continuamente e continuano a farlo ancora oggi perché, al di là dei due scudetti conquistati dal Napoli con lui in campo, li aveva fatti sognare ed era diventato uno di loro. Ai miei tempi al San Paolo anche i ragazzini che non lo avevano ammirato in campo cantavano insieme ai grandi:

“Ho visto Maradona e innamorato son!”.

Rossitto ovviamente riconosce pure i lati negativi dell’uomo Maradona, ma preferisce sottolineare quelli positivi.

“E’ vero – premette – ha dovuto combattere spesso contro i suoi stessi demoni, fra i quali anche la droga, ma gli volevano tutti bene ugualmente – racconta – perché si spendeva per i compagni e per i tifosi. Mi raccontava Pino Taglialatela che fu grazie a lui che ottenne il suo primo contratto da professionista quando giovanissimo difendeva i pali del Napoli. Andò da Moggi e gli disse: questo ragazzo merita un contratto. Chi poteva dire di no al re di Napoli? Lo adoravano pure magazzinieri, custodi e tutti gli addetti ai lavori al San Paolo perché si spendeva anche per i loro diritti”.

Il mito Maradona persiste tuttora in tutto il mondo, ma a Napoli in particolare.

“Sì perché – spiega Fabio – scelse la società partenopea che non aveva un grande blasone quando avrebbe potuto andare nei più grandi club del mondo e questo i napoletani non dimenticheranno mai. La cosa sorprendente però – conclude Rossitto – è che il mito Maradona si è diffuso in tutto il mondo e in tutto il mondo vive tuttora e vivrà sempre. Se n’è andato l’uomo ed è una grande tristezza per tutti, ma la sua icona resterà sempre fra di noi che amiamo lo sport più bello del mondo”.