Pordenone Calcio: aneddoti su Rastelli giocatore. Il ricordo di Canzian

02.09.2021 08:32 di Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Rastelli e Canzian al Mantova
Rastelli e Canzian al Mantova

"Finalmente non dovro' piu' chiedere cosa ha fatto il Napoli!". Furono queste nel 2001 le parole dichiarate dal tecnico del Pordenone appena approdato ai partenopei, la squadra della sua terra.

"Satanasso" invece era il soprannome coniato per lui in quel periodo da Raffaele Auriemma (giornalista partenopeo conosciuto oggi per le sue innumerevoli apparizioni sulle reti mediaset) per le sue scorribande sulla fascia destra. "Oggi sono completamente diverso da quando mi chiamavano Satanasso" - aveva dichiarato a cuoregrigiorosso durante la sua parentesi come tecnico della Cremonese - cerco di essere molto più equilibrato".

Ma gli aneddoti che ci interessano sono quelli legati ai ricordi di Claudio Canzian, ex neroverde prima in campo e poi dietro la scrivania, che ha giocato con Rastelli a Mantova nella stagione 1989/90 in serie C1. In squadra con loro anche gente come Agostinelli, Castagna, Bazeu, Bacci, Valigi e Bergossi con allenatore Giampiero Ghio: "Quando Massimo è arrivato io ero già al terzo anno e con altri miei compagni piu' vecchi - afferma il vicepresidente regionale della FIGC - abbiamo cercato di aiutarlo ad inserirsi. Era molto giovane e si è capito da subito che era un bravissimo ragazzo. Abbiamo subito avuto la sensazione che era giocatore forte e che poteva ambire a categorie superiori. E così è stato. Era dotato di una velocità e di una forza esplosiva fuori dal comune. Eravamo tutti impressionati".

"Rastriello" (in napoletano significa rastrello) come veniva chiamato quell'anno dai suoi compagni, giocava sulla fascia destra con Canzian a copertura: "Mi chiedeva sempre la palla sopra il difensore, mi veniva incontro e poi partiva lungo sopra il marcatore. Era imprendibile!" - ricorda Caio - "E' stato un anno bello e ricco di soddisfazioni chiuso al quinto posto con l'accesso alla Coppa Italia dei grandi con le squadre di A e B. Inoltre ricordo - e conclude - che quell'anno era nata anche sua figlia. Massimo stava diventando grande".