Pordenone Calcio, Berrettoni ai tifosi: "Abbiate fede puntiamo alla salvezza, ma abbiamo ancora voglia di stupire"

07.09.2020 10:24 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio, Berrettoni ai tifosi: "Abbiate fede puntiamo alla salvezza, ma abbiamo ancora voglia di stupire"

“Fidatevi di un presidente che vi ha portato dall’Eccellenza regionale alle semifinali playoff per la promozione in serie A”.

Così Emanuele Berrettoni tranquillizza il popolo neroverde scosso dalle notizie che arrivano dalla sessione corrente del calciomercato. Dal gruppo che ha destato l’ammirazione di tutta l’Italia calcistica per come ha giocato il campionato 2019-20 da matricola in una categoria mai affrontata prima nella sua centenaria storia, se ne sono già andati De Agostini, Pobega, Strizzolo, Di Gregorio, Candellone, Gasbarro, Almici, Zammarini, Mazzocco e Bocalon. Ai quali si sta aggiungendo in queste ore Salvatore Burrai diretto a Perugia. La partenza del metronomo sardo non è stata ancora ufficializzata, ma è stata confermata dagli operatori di mercato neroverdi. Per il popolo neroverde è stata come un secondo pugno nello stomaco dopo quello subito al momento della notizia del mancato rinnovo del contratto di Michele De Agostini scaduto lo scorso 31 agosto. I tifosi si affezionano a tutti i giocatori della squadra del cuore, ma ci sono alcuni elementi che diventano autentiche bandiere per ciò che danno in campo e per come sanno proporsi anche fuori dai rettangoli di gioco. L’esempio più eclatante è quello di Mirko Stefani che tutti chiamano ancora il capitano anche se quest’anno ha giocato solo 10 minuti del match con il Trapani e 68 di quello con la Cremonese. De Agostini e Burrai erano altre due bandiere neroverdi e i tifosi sui social o dal vivo (come testimoniato dallo striscione di ringraziamento per De Agostini sul muro esterno del Bottecchia) lo hanno ulteriormente ribadito. Agli ordini di Attilio Tesser e del suo staff al momento stanno lavorando al Polisportivo Maurizio Siega di Tarvisio i portieri Giacomo Bindi, Marco Masut e Pietro Passador, i difensori Alberto Barison, Alessandro Bassoli, Michele Camporese, Adam Chrzanowski (arrivato dalla Primavera della Fiorentina), Daniel Semenzato, Mirko Stefani, Stefano Trentin, Alessandro Vogliacco e Luca Zanon, i centrocampisti Marco Cotali, Davide Gavazzi, Luca Magnino (dalla Feralpisalò), Gianvito Misuraca, Simone Pasa, Paolo Pinto, Alessandro Mallamo (dall’Atalanta via Juve Stabia) e Matteo Rossetti (dal Torino via Avellino) e gli attaccanti Aldo Banse, Karlo Butic (dal Torino via Cesena), Lucas Chiaretti, Patrick Ciurria, Simone Magnaghi (rientrato dal Teramo), Federico Secli e Luca Tremolada. Non tutti resteranno. Le ultime voci di mercato danno in partenza Lucas Chiaretti diretto verso Bari in cambio del difensore Filippo Berra. I pugliesi vorrebbero anche Patrick Ciurria. In arrivo invece da Perugia (come parte dell’operazione Burrai) c’è il terzino sinistro Nicola Falasco. I nuovi arrivati giungono con referenze positive, ma il popolo neroverde si chiede se saranno veramente all’altezza dei ramarri che hanno lasciato o lasceranno il Pordenone.

“Premetto – risponde Berrettoni – che il nostro obiettivo di quest’anno resta la salvezza. Era così – fa presente il direttore sportivo – anche l’anno scorso. Ricordo che gli esperti ci indicavano come squadra a rischio di retrocessione. Poi sappiamo tutti – sorride Emanuele - come è andata a finire. Quest’anno dovremo affrontare squadre più forti di quelle della passata stagione e con ambizioni ancora più grandi. Capisco il disorientamento dei tifosi che restano senza giocatori amatissimi, ma noi dobbiamo reagire a dinamiche di mercato che portano a scelte nuove e diverse dettate anche dalla volontà di ringiovanire l’organico. Posso garantire però che, senza cullarci sul ricordo di tutto ciò che di buono abbiamo fatto la scorsa stagione, abbiamo tutti, anche i nuovi arrivati, ancora tanta voglia di stupire. Ci auguriamo – auspica il genio-artista – di poterlo fare, sempre in conformità alle misure di prevenzione dettate dalla pandemia, in mezzo ai nostri tifosi quanto prima perché il calcio senza pubblico è uno sport diverso. Abbiamo bisogno – conclude il Berre – del calore dei nostri tifosi”.